Stage nei centri psichiatrici per gli studenti del “Sereni”

Nel marzo scorso, per due settimane, alcuni studenti hanno partecipato a uno stage tenutosi presso le due Comunità psichiatriche e il Centro Diurno di Luino. Ecco com'è andata 

liceo luino sereni

Alcune studentesse del Liceo Scientifico “V. Sereni” di Luino hanno da poco concluso un tirocinio previsto dal loro corso di studi che hanno potuto svolgere presso le due Comunità psichiatriche ed il Centro Diurno Luvino di Luino.
Si consolida così il rapporto di reciproca collaborazione nato nel 2009 tra la Psichiatria del Verbano, diretta dal Dott. Isidoro Cioffi e il “Sereni” (nella foto).

Durante le due settimane di tirocinio le studentesse hanno avuto l’opportunità di partecipare alle attività riabilitative e alla vita comunitaria delle strutture che li hanno ospitate.
Lo stage non è stato soltanto osservazionale, esperienza già di per sé comunque intensa e formativa, ma anche interattivo: le studentesse sono entrate insieme agli operatori e ai pazienti nei laboratori riabilitativi-espressivi di Arteterapia, Teatro e Canto, condotti da anni con grande professionalità ed entusiasmo dai maestri d’arte Simonetti, Dorazio, Sartorio e Sansoni, hanno partecipato a gruppi riabilitativi verbali tenuti dagli educatori delle strutture, quali il gruppo Cineforum, il gruppo di Inglese e hanno avuto il ruolo di osservatori in altri gruppi che si sono proposti obiettivi mirati alle abilità cognitive come ad esempio il Gruppo di Social Skill Training o quello di Terapia psicologica integrata (IPT), strutturato per la riabilitazione del paziente schizofrenico.

E’ importante questo progetto – afferma il dott. Michele Zara, coordinatore dei centri – dove operatori accompagnano i giovani studenti a un incontro con il paziente psichiatrico quale interlocutore ‘altro’, portatore di una sofferenza psichica che impone continue sollecitazioni rispetto alla nostra ‘normale’ quotidianità”.
L’esperienza consente di creare un ulteriore ponte tra istituzioni e favorire momenti di integrazione e di riflessione sul disagio psichico.

“In questa ottica – continua il Dott. Zara – gli studenti possono, attraverso il modello della peer education (educazione tra pari, ma secondo alcuni autori più correttamente traducibile come “prevenzione da parte dei pari”), svolgere un lavoro di sensibilizzazione nei confronti dei loro coetanei, potenziandone le conoscenze e gli atteggiamenti rispetto alla malattia psichica”.

Ed è proprio la parola “pregiudizio” che spesso ritorna nelle considerazioni degli studenti che hanno affrontato questa esperienza e che dunque possono avere un ruolo nella destigmatizzazione del paziente affetto da malattia psichica.
“L’intento che da sempre mi anima – sottolinea il dott. Isidoro Cioffi, Direttore della Psichiatria del Verbano – è aprire i servizi psichiatrici a un confronto con i ragazzi, il nostro presente e sicuramente il nostro futuro, al fine di offrire una nuova visione del disturbo psichico, non più vissuto come qualcosa di cui aver timore ma come una diversa modalità di essere”.

I servizi psichiatrici del Verbano, con operatori formati e assai disponibili – specifica la dott.ssa Chiara Costantini – sono da sempre favorevoli a questo tirocinio e gli studenti vivono questo momento come uno dei più significativi del loro corso di studi”.
Infine, secondo la prof Mariella Martorana del Liceo Scientifico “V. Sereni”, “questo progetto scolastico, di cui è responsabile la prof.ssa Silvia Sonnessa, ha due scopi: avvicinare i nostri ragazzi alla realtà lavorativa e indirizzarli verso la futura scelta di studi. In particolare coloro che scelgono di condurre questo stage possono conoscere le diverse figure che operano nell’ambito psichiatrico ed entrare in contatto con una realtà tanto studiata e a volte idealizzata. Tra gli obiettivi raggiunti al termine dell’esperienza ci sono una visione più oggettiva e il superamento di stereotipi e pregiudizi, che avviene proprio grazie ad un incontro diretto con la diversità”.

Ecco alcune considerazioni delle studentesse che hanno partecipato a questa esperienza.
Durante il primo workshop le prime parole che mi sono venute in mente pensando alla psichiatria sono state disagio, paura, inadeguatezza. Parole che sono anche in parte frutto del pregiudizio. Non mi sarei mai aspettata però che questa esperienza potesse lasciare un segno così marcato nella mia carriera scolastica. Prima di cominciare pensavo che questo tirocinio si sarebbe rivelato solo osservativo mentre è stato interattivo favorendo una apertura di orizzonti”.

“Durante questo tirocinio credo di aver colto il vero valore delle persone in quanto tali; spesso davanti al “diverso da noi” si tende ad essere diffidenti e insicuri e si cerca di evitare il contatto per paura o per pregiudizi. Dopo questa esperienza ho invece capito che dietro queste persone c’è un animo che ha bisogno di essere compreso e aiutato. Mi aspettavo un compito più osservativo mentre abbiamo potuto interagire in un equilibrio di ruoli favorito da un clima molto familiare. Rifarei questa esperienza perché potrei imparare a sviluppare sempre più la capacità di capire i bisogni degli altri”.

Gli educatori sono stati molto disponibili e ci hanno insegnato e fatto sentire la passione per il loro lavoro. Questa esperienza sarà sempre presente nella mia vita e spero di poter aiutare gli altri in futuro”.

Grazie a questo tirocinio sono cambiata moltissimo e ho avuto la possibilità di imparare molte cose che prima non conoscevo e di venire a contatto con una realtà di cui si ha molti pregiudizi. Sento di essere diventata più consapevole di me stessa e del mondo che mi circonda e anche più predisposta ad aiutare gli altri e a socializzare con spontaneità. C’è stato un equilibrio tra partecipazione e lavoro passivo. Sono state due settimane formidabili, formative e costruttive soprattutto grazie alla accoglienza dei pazienti e alla disponibilità degli operatori”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2016
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