Specialisti in medicina subacquea: gemellaggio tra Insubria e Marina militare

Presentato all’università dell'Insubria il Master sulla medicina subacquea in collaborazione con la Marina Militare. I 15 corsisti, tutti obbligatoriamente medici, arrivano da tutta Italia

università insubria

Quindici corsisti, età media 43 anni (con due eccezioni sopra ai 60), 3 donne, provenienti da tutta Italia, da Milano a Roma, da Jesi a Matera, da Ancona a Varese, da Genova a Mantova. Ciò che li accomuna è l’essere medici, requisito fondamentale, perlopiù anestesisti rianimatori, ma anche cardiologi, medici del lavoro, un medico militare  e un medico del soccorso alpino, e soprattutto essere iscritti al primo Master di II livello sulla medicina subacquea e iperbarica, presentato ieri 14 febbraio al Collegio Cattaneo dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese. «In Italia ci sono altri percorsi simili a Pisa e Padova – ha detto il professor Beghi – ma questo è il primo realizzato con la Marina Militare Italiana. Il Master è uno dei numerosi frutti del desiderio comune di sviluppare un progetto di medicina, didattica e ricerca all’interno del territorio lombardo»

Ciò che ha spinto l’Università dell’Insubria e la Marina Militare a firmare il 16 febbraio 2016 una convenzione quadro per la realizzazione, tra gli altri progetti, anche di un Master di medicina subacquea in un territorio collinare, lo ha spiegato durante la presentazione il magnifico rettore, Professor Alberto Porisini: «Innanzitutto per la presenza di laghi sul territorio, ma soprattutto perché la Lombardia è una delle regioni col maggior numero di praticanti di subacquea» (“anche di ritorno, dato che l’età media di questo sport è 45 anni” ha precisato il dott. Alessandro Marroni, amministratore delegato DAN).

Il dottor Carlo Picco, Direttore Sanitario Azienda Regionale Emergenza Urgenza Lombardia (AREU), ha poi aggiunto che formare medici specializzati in ambiti particolari come quello di questo corso è un valore aggiunto per la regione Lombardia, anche per le ragioni spiegate in precedenza dal rettore Porisini.

Le attività formative, cominciate la mattina stessa della presentazione con le lezioni frontali a Varese (le materie vanno dalla Fisiologia e patologia dell’esposizione subacquea ed iperbarica,  agli Incidenti subacquei e Patologie da decompressione, all’Ossigenoterapia Iperbarica), sono a cura di docenti dell’Università degli Studi dell’Insubria e di esperti provenienti dall’AREU e da DAN (Divers Alert Network), fondazione che assiste i subacquei in difficoltà tramite una rete internazionale di centrali d’allarme e conduce ricerche scientifiche relative all’attività subacquea. In particolare, ha spiegato Alessandro Marroni, DAN si impegna in questo master offrendo una certificazione europea, un gemellaggio di diplomi con un altro Master in Sudafrica e attività di ricerca sul campo messe a disposizione degli allievi.

Alle attività teoriche infatti seguirà una «parte pratica itinerante che si svolgerà in parte nella sede Comsubin a Porto Venere, La Spezia, in parte a Monte Grotto Terme, Padova, dove c’è una piscina termale profonda per le immersioni –  ha raccontato il dottor Ruffino – Chi otterrà il diploma del master sarà in grado di gestire tutte le immersioni: da quelle turistico-amatoriali a quelle commerciali e industriali, come quelle in alti fondali, o ancora quelle “in saturazione”, una particolare tecnica che permette di lavorare in acqua senza riemergere anche per 15-20 giorni, o ancora di gestire camera iperbarica e ossigenoterapia» ha concluso Ruffino.

Alla presentazione hanno partecipato anche  il contrammiraglio Paolo Pezzutti, Comandante del Raggruppamento subacquei e incursori “Teseo Tesei, e il sindaco di Varese Davide Galimberti.
Il primo ha confermato l’impegno in questo progetto affermando che la Marina Militare Italiana ha praticamente inventato a livello mondiale la medicina subacquea, promuovendo ricerca, sperimentazione e formazione.
Il sindaco ha sottolineato il grande valore scientifico che questo progetto ha per il territorio (anche a livello nazionale) e per l’Università dell’Insubria che, in questi anni, ha dimostrato, anche tramite questa collaborazione con la Marina, la crescita e la credibilità dell’istituzione.

Scopo del Master è innanzitutto quello di formare dei medici, fornendo tutte le conoscenze e competenze specifiche per la valutazione di subacquei ricreativi e professionali; per la gestione delle emergenze, come patologie e incidenti subacquei; e per l’impostazione di terapia iperbarica.

I direttori del Master sono il professor  Cesare Beghi, Direttore della Unità complessa di Cardiochirurgia dell’Asst Sette Laghi, direttore della Scuola  di Cardiochirurgia e docente di Cardiochirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria e il dottor Giovanni Ruffino, Capitano di fregata, Direttore sanitario Comsubin.

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Pubblicato il 14 febbraio 2017
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