Non tutti i voucher vengono per nuocere

Il tema dei buoni lavoro è al centro del dibattito sindacale. La Fim Cisl Trentino ha lanciato un questionario on line per i lavoratori retribuiti con questo strumento

Manifestazione nazionale Whirlpool

Il tema dei voucher o buoni lavoro è da tempo al centro di un acceso dibattito nel mondo sindacale, con varie sfumature: si va  dalla totale eliminazione, come sostiene la Cgil in uno dei due referendum abrogativi, alla proposta di riforma.
Su questo argomento però ci sono diversi luoghi comuni, il primo è quello di legare l’esplosione del loro utilizzo – nel 2016 ne sono stati venduti 133,8 milioni , il 23% in più rispetto al 2015 – al Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro voluta dal Governo Renzi. In realtà, i voucher esistono da molto tempo prima, almeno tredici anni. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, in un’intervista all’Unità del dicembre scorso, ha lanciato lo slogan “Salvate il soldato voucher“, considerandolo uno «strumento buono e utile». I problemi sono nati quando la riforma del Governo Monti lo ha esteso agli impieghi non saltuari, mentre prima erano destinati ai lavori meramente occasionali. (foto sopra:  giugno 2015, Bentivogli durante la manifestazione a Varese contro i licenziamenti della Whirlpool )

CHE COSA È CAMBIATO
Il combinato disposto della Legge Fornero nel 2012  e del decreto legge 76 del 2013 ha modificato sostanzialmente la natura “meramente occasionale” dei voucher aprendo a una deregolamentazione piuttosto spinta anche in quei settori, per esempio l’edilizia, dove la destrutturazione e la polverizzazione del lavoro erano già le caratteristiche prevalente, con implicazioni gravissime in tema di sicurezza e salute del lavoratore.

AZZERARE O RIFORMARE
Il referendum della Cgil che punta ad azzerare lo strumento ha fatto sorgere qualche dubbio in coloro che si preoccupano del vuoto legislativo che ne deriverebbe nel caso di vittoria del SÌ. Preoccupazione che spinge una parte del sindacato a chiedere una nuova disciplina per i voucher.  È interessante a questo proposito il questionario on line,  promosso nell’ambito della campagna “Sos voucher per un buon uso e contro l’abuso” dalla Fim Cisl Trentino, per  valutare l’esperienza reale dei lavoratori retribuiti con questo strumento e capire quale sia il punto debole

IL 60% DICE SÌ
I primi risultati del questionario sono interessanti e anche un po’ spiazzanti perché il 60% delle risposte giudica nel complesso l’esperienza dei buoni lavoro come positiva, mentre le esperienze giudicate molto negativamente sono inferiori al 30%. Inoltre circa il 74% riceve compensi coerenti con le ore di lavoro svolte (un altro 17% spesso ma non sempre), il che farebbe pensare che la pratica “elusiva” di corrispondere meno buoni delle ore prestate è reale, non residuale ma neppure predominante. Più preoccupante il fatto che circa il 44% dichiara di conoscere poco o per niente la normativa di riferimento ed il 42% non sa valutare se ha superato o meno le soglie di reddito previste per il lavoro accessorio.

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Pubblicato il 16 febbraio 2017
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