La parole di Fontana pesano anche sul Giorno della Memoria

L'amministrazione comunale, Anpi, Filmstudio 90 e Arci firmano un programma ricco di iniziative per la memoria della Shoah. Laforgia (Progetto concittadino) chiede un riconoscimento pubblico per Vera Vigevani Jarach

Il giorno della memoria

«Questo credo che sia il momento più opportuno per parlare di certi temi, visto che parole che pensavamo fossero state abbandonate dalla storia e in particolare dalla politica ritornano in una sgradevolissima campagna elettorale». Il momento più opportuno è il Giorno della Memoria mentre il riferimento di Enzo Rosario Laforgia, capogruppo in consiglio comunale della lista “Progetto concittadino” e presidente dell’Istituto storico Luigi Ambrosoli, va alle parole sulla difesa della «razza bianca» pronunciate dall’ex sindaco di Varese Attilio Fontana ora candidato della Lega e del Centrodestra alla guida della Regione Lombardia.

Laforgia per dissolvere il cono d’ombra gettato sulla città dalle parole di Fontana, chiede all’amministrazione comunale un riconoscimento pubblico per Vera Vigevani Jarach per il suo impegno educativo e civile sul territorio varesino. Il nonno materno della donna, Ettore Felice Camerino, fu catturato a Lavena Ponte Tresa e detenuto a Varese perché cittadino di origine ebraica. Fu deportato ad Auschwitz dove fu assassinato il 6 febbraio 1944, giorno del suo arrivo. «Tale riconoscimento – ha spiegato Laforgia- viene richiesto oggi, in prossimità del Giorno della memoria, proprio nel momento in cui alcune dichiarazioni di alcuni uomini politici che aspirano a rivestire nuovamente importanti incarichi rappresentativi, gettano sulla città di Varese un diffuso sentimento razzista, minacciando l’immagine pubblica di un territorio che aspira ad essere turistico e pertanto naturalmente accogliente».

«Esiste un’altra Varese – ha aggiunto il sindaco Davide Galimberti – e vorrei che la nostra città venga rappresentata per quello che è. Chi usa certe parole anche per sbadataggine non può rappresentare al meglio le istituzioni, perché il linguaggio usato è fondamentale».

«Il Giorno della memoria evoca per Varese un sacrificio di vite umane – ha sottolineato Claudio Macchi, presidente della sezione Anpi di Varese – un prezzo altissimo pagato al delirio ideologico e al razzismo nazifascista. Il totale delle vittime varesine fu di 72 persone, tra cui 20 ebrei, bambini e vecchi compresi, 9 combattenti partigiani o militari, 8 civili, sono morti nei lager. Vite spezzate, spesso giovani, che l’Anpi intende onorare contribuendo con le sue risorse a sostenere alcune delle iniziative in programma».

Nel giorno di presentazione delle iniziative per il “Giorno della memoria” realizzate dal Comune di Varese, dalla sezione varesina dell’Anpi, in collaborazione con Filmstudio90 e Arci, c’è stata dunque una reazione corale di istituzioni e associazioni a cui si aggiunge anche una significativa mobilitazione da parte di alcuni registi che saranno presenti durante le proiezioni dei loro film-documentari dedicati alla memoria della shoah.  Sabato 27 gennaio sarà presente alle 17.30 e alle 19 a Varese alla Sala Filmstudio 90 il regista Vincenzo Caruso, autore del film “The hate destroyer”, mentre il 5 febbraio alle 16 e alle 21 Sabrina Varani regista di “Pagine nascoste” interverrà al Cinema Nuovo. «Sono presenze importanti – ha detto Giulio Rossini di Filmstudio90 – perché le parole pronunciate sulla razza hanno riportato nuovamente la città al centro del dibattito sul razzismo presente nel Paese. Non è un primato di cui andare fieri».

Oltre ai già citati appuntamenti, il programma prevede lo spettacolo teatrale “Le nostre notti“, tratto dalle memorie di Primo Levi e firmato da Giovanni Ardemagni. L’appuntamento è per sabato 27 gennaio (inizio ore 21) al Circolo di Belforte, sul palco lo stesso Ardemagni e l’attrice Jane Bowie. Lunedì 29 gennaio alle 16 e alle 21 al Cinema Nuovo verrà proiettato il film documentario “L’uomo che non cambiò la storia” di Enrico Caria sulla vita dell’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli che fu reclutato, nonostante fervente antifascista, per accompagnare nel 1938  il Duce e il Furher nel giro per musei e siti archeologici della Capitale. Martedì 30 gennaio (ore 10, ore 15 e 30 e ore 20) e mercoledì 31 gennaio (ore 15 e 30 e 21) al Cinema Nuovo proiezione del film la “Signora dello zoo di Varsavia” di Niki Caro.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2018
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