Aspem: l’opposizione alza la voce

Ds, Rifondazione e VareseCittà chiedono maggiore chiarezza e trasparenza

"Stop alle (s)vendite di fine mandato!". Un messaggio più chiaro e lapidario le opposizioni  non potevano mandarlo. A due giorni dal consiglio comunale che delibererà sulla privatizzazione di Aspem si cominciano a riscaldare i motori della politica. 
Le obiezioni partono da due diverse considerazioni. Una più generale e di carattere politico sull’intera questione e sul destino degli introiti che arriveranno nelle casse di palazzo Estense all’atto della vendita del 40% di Aspem. L’altra su prese di posizioni   che riguardano invece il merito della procedura di vendita.
In effetti, a dicembre si diceva che l’azienda interessata doveva aver svolto negli ultimi tre anni attività nel campo del gas, dell’acqua e di un altro settore nevralgico per Aspem quale i rifiuti, la produzione di energia  elettrica e le telecomunicazioni. L’attuale bando, rivisto in commissione parla invece solo della necessità che l’azienda si occupasse di due dei cinque settori. La differenza non è poca. Anzi, è determinante. Prima si intendeva valorizzare le professionalità di Aspem sviluppandola ulteriormente e aprendo ad altri settori. Ora paradossalmente anche aziende che non hanno mai trattato gas e acqua potranno entrare in gara. Questo fa comprendere quindi i timori per l’effettiva valorizzazione della qualità dei servizi che l’opposizione mette in cima alle questioni di cui tener conto.
Il secondo aspetto è di tipo meramente finanziario, ma anch’esso significativo.  Le quote di volumi di affari si abbassano da 70 a 50 miliardi per l’ultimo bilancio e da 500 a 450 miliardi negli ultimi tre anni. Ultima variazione anch’essa centrale per l’apertura della gara riguarda le cordate, ovvero la possibilità che più aziende si uniscano per vincere la gara. In prima battuta il capo cordata doveva avere il 70% e l’altro socio il 30% ora invece la quota scende al 60% e ce ne possono essere due da 20%.

Fin qui le variazioni che farebbero intendere una volontà di far entrare qualcuno che magari non era pienamente in regola con le prime richieste. L’opposizione diventa ancora più netta per la fase finale dell’aggiudicazione tanto che nel loro comunicato affermano che "nella seduta del 22 gennaio il Consiglio comunale e i gruppi politici sia di maggioranza che di minoranza ne dovranno prendere atto senza conoscere in sostanza i criteri in base ai quali il socio verrà scelto. Lo schema indicativo in cui essi sono specificati non verrà infatti fornito in quella sede nonostante le ripetute richieste avanzate in commissione consigliare. (…) A ciò si aggiunga che non si conoscono nemmeno i criteri con i quali saranno nominati gli esperti che formeranno la Commissione di gara". Il documento termina questo aspetto della questione con una frase amara. "Siamo di fronte a un vero e proprio passaggio al buio, ad una sorta di delega in bianco al Sindaco e alla sua Giunta".

I consiglieri Azzali, Scardeoni hanno degli emendamenti per ottenere il massimo della chiarezza e della trasparenza in un settore che è sempre stato il fiore all’occhiello della città.
"Ci vorrà del tempo, – dice Sandro Azzali, dei Ds –  ma ormai la macchina è partita  e non si può fermarla. Occorre vigilare e far capire ai cittadini che Aspem dovrà salvagurdare ancora qualità e tariffe. E non proprio da ultimo gli attuali posti di lavoro.
A lunedì sera il prossimo ruond. 

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Pubblicato il 20 Gennaio 2001
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