Varese, 50 anni di Radio Varese: in Sala Veratti la “mostra dei sentimenti”
Alle 11 di cinquant’anni fa partivano le trasmissioni della prima radio libera varesina: oggi fondatori, speaker e cittadini si ritrovano per rivivere un’avventura fatta di passione e pionierismo
Cinquant’anni fa, il 28 febbraio 1976, alle 11 in punto, iniziavano ufficialmente le trasmissioni di Radio Varese. Oggi, mezzo secolo dopo, quella stessa ora è diventata il simbolo di una memoria collettiva che in Sala Veratti si è trasformata in emozione condivisa.
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Davanti a un pubblico di appassionati, ex speaker e “colleghi” di un tempo, Luigi Prevosti insieme a Elio Girompini e Sergio Lovisolo ha inaugurato l’evento dedicato ai 50 anni della prima radio libera varesina in Sala Veratti. Non una semplice mostra – tengono a precisare gli organizzatori – ma una carrellata di ricordi, suoni e immagini che raccontano un pezzo di storia cittadina.
Una radio che ha fatto scuola
Radio Varese è stata, e in qualche modo è ancora, un’istituzione per la città. Nata in un clima pionieristico e quasi clandestino, quando accendere un microfono significava anche sfidare regole e convenzioni, l’emittente ha formato decine di giovani e giovanissimi speaker. Alcuni sono diventati giornalisti, altri professionisti affermati, tutti accomunati da quell’esperienza fatta di passione, sperimentazione e voglia di comunicare. Su Wikipedia si trova un elenco dei collaboratori che negli anni hanno frequentato gli studi di Radio Varese.
Le tre scimmiette del logo campeggiano tra fotografie, dischi e materiali d’epoca che riempiono Sala Veratti. Un percorso che ripercorre la vita della radio dal 1976 al 1990, quando la frequenza fu ceduta a causa dei costi imposti dalla nuova legge Mammì.

«Una mostra dei sentimenti»
All’inaugurazione era presente anche il sindaco di Varese Davide Galimberti, che ha definito l’esposizione «una mostra dei sentimenti».
«Cinquant’anni fa non ero ancora nato, sarei arrivato solo due mesi dopo. È un’emozione doppia sapere che poco prima della mia nascita si verificava in città questa bellissima esperienza – ha detto il primo cittadino –. È una generazione straordinaria quella che non ha fatto solo musica e informazione, ma ha consolidato le basi civili del territorio».
Un’occasione, ha aggiunto, «per ricordare ma anche per pensare al futuro dell’informazione», ringraziando i fondatori e gli organizzatori per aver scelto uno spazio comunale per celebrare questo anniversario.
Non solo pannelli: immagini, suoni e talk
L’evento, aperto per tutta la giornata di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, si articola in diversi momenti:
Pannelli documentari, con immagini – molte recuperate dal lavoro editoriale del 2003 – che raccontano gli anni dal 1976 al 1990
Video e audio, con un filmato di mezz’ora che raccoglie le testimonianze dei protagonisti e una colonna sonora permanente che riporta i visitatori nell’atmosfera di quegli anni
Radio Talk, sabato 28 febbraio alle 17, condotto da Franco Ferraro, già voce di Radio Varese e oggi tra Sky e Newsmondo.it, con intermezzi musicali dal vivo del Dstretto 51 (o “Ristretto 51”, come ha ironizzato Prevosti)
L’idea nasce proprio da chi, cinquant’anni fa, stava dietro quei microfoni o saldava circuiti. Un progetto sostenuto dall’assessorato alla Cultura del Comune di Varese e reso possibile grazie al lavoro di volontari, in particolare Laura Tenti e Betty Regondi, omaggiate con un mazzo di fiori in stile sanremese all’apertura dell’evento.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche all’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese, che garantisce la custodia degli spazi per tutta la durata dell’iniziativa.
Cinquant’anni dopo quel primo brano degli Intillimani in onda, Radio Varese continua a far parlare di sé. Non solo come ricordo, ma come esperienza che ha lasciato un segno nella città e in chi, davanti a un microfono, ha imparato a raccontarla. 
Il Talk con Franco Ferraro e i protagonisti di allora
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