“A Laveno il Leonkavallo non lo voglio”
E’ stata approvata la convenzione con Besozzo del progetto che promuoverà il benessere giovanile sul territorio. E sulla questione giovanile si accendono i toni della seduta consiliare
| In piedi e rivolto al capogruppo della minoranza del Centro sinistra Rosaldo Aimetti, che ha sollevato la questione giovanile. Deciso e animato. Così, martedì sera il sindaco Sergio Trezzi in mezzo all’assemblea del consiglio comunale ha espresso il suo no alle richieste di spazi autogestiti nel comune di Laveno Mombello. "Finché ci sono io a Laveno il Leonkavallo non lo voglio – ha quasi gridato – qua centri autogestiti non se ne faranno mai". E la vis del Sindaco fa scattare l’applauso della maggioranza. Toni esagerati? Forse. Di certo la richiesta del centro sociale fa arrabbiare.
E a fare arrabbiare l’amministrazione lavenese negli ultimi tempi è stata oltre alla richiesta avanzata dal collettivo politico Ernesto e le formiche Rosse, di uno spazio da autogestire, anche i modi. Prima l’occupazione e dopo un incontro con l’assessore ai servizi sociali Camilla Biavetti, la richiesta dello spazio, una lettera senza risposta indirizzata al Sindaco e infine i manifesti che hanno tappezzato il comune. Manifesti che non sono piaciuti, irriverenti e "da maleducati", così come la lettera, in cui viene espressa con toni forti, di "destinare immediatamente uno spazio da autogestire". Agli amministratori questa è parsa un’intimidazione. Alla quale hanno ritenuto di non dare seguito. Che non potesse esserci grande simpatia fra amministratori e Ernesto e le formiche rosse, è una conclusione abbastanza scontata. Da una parte leghisti e dall’altra esponenti dell’area movimentista di sinistra. Il risultato è un confronto, che si gioca però su piani inappropriati: un progetto sul disagio giovanile di cui saranno destinatari giovani under venti e attriti che si coltivano da anni. Espresse poi dal consigliere Besana "Queste sono persone che non sanno come passare il tempo a Laveno e rompono le scatole, la Lega Nord Lega Lombarda, il Leonkavallo non lo accetta, sono maleducati e a questi non solo non daremo uno spazio, ma neppure uno sgabuzzino". E per avvalorare la sua presa di posizione, cita le occupazioni dello stesso gruppo al Pradaccio, qualche anno fa. "Occupazioni che hanno devastato lo spazio dello stabile – conclude – che è di proprietà della comunità montana". A riportare la questione a Villa Frua è stata la discussione intorno alla approvazione, passata con i soli due voti contrari del Centro sinistra, della convenzione con i comuni di Besozzo, Brebbia, Cocquio Trevisago e Comunità montana per la realizzazione di un progetto per il benessere dei giovani. Una convenzione che vede capofila il comune di Besozzo, dove il progetto, gestito dalla Cooperativa Totem, è partito un anno fa e che nelle settimane scorse ha portato alla realizzazione della prima iniziativa per i giovani besozzesi. Contrari al progetto Aimetti e Petoletti del Centro Sinistra. "Non disapproviamo i contenuti del progetto – ha spiegato Aimetti – ma i modi in cui vengono attuati". Dietro a "Comunità competenti", questa la denominazione del progetto, per Aimetti c’è uno spreco di risorse e soldi, che vanno a società di consulenza. E di questi studi per il consigliere di minoranza a Laveno ne sono stati fatti troppi senza mai approdare a interventi pratici e fattivi. Studi che spesso sono arrivati alla conclusione che a Laveno mancano gli spazi di aggregazione. "Si tratta di conclusioni evidenti ed esistono gruppi di giovani e meno giovani che hanno espresso l’esigenza di uno spazio, ma a cui non è stata data risposta". E da qui il dibattito si è animato. Dall’intervento più pacato dell’assessore Biavetti che ha affermato che "a nessuno è mai stato rifiutato un colloquio, se qualcuno preferisce attaccare manifesti in paese, io non li vado di certo a cercare, io per conto mio li ho ricevuti una volta e in quel contesto c’era un solo ragazzo di Laveno che ha poco meno di quarant’anni mentre gli altri erano di paesi vicini" per accendersi con quelli di Trezzi e Besana. Infine a calmare le acque è l’intervento del giovane neoconsigliere Petoletti. "Di fatto a Laveno c’è l’esigenza di spazi aggregativi, alternativi a spazi consueti come i pub – ha detto – di fronte a questa esigenza e al di là delle distinzioni politiche quali sono gli indirizzi dell’amministrazione riguardo ad un’esigenza che accomuna giovani di destra, centro e sinistra?". "Gli studi condotti sono propedeutici – ha risposto Trezzi – e l’ammnistrazione in futuro vedrà di recuperare degli spazi". Di certo non per Ernesto e le formiche rosse. |
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