Sigarette di contrabbando dalla Russia, sgominata banda
Undici persone in carcere, un traffico con collegamenti internazionali importanti. Due anni di indagini della Guardia di Finanza
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Mafia russa, camorra napoletana e un giro di mercato di miliardi. Era tutto questo il clan di trafficanti su cui hanno messo le mani i militari della Guardia di Finanza di Gallarate. Un’operazione durata due anni, intitilata "Operazione Sherwood", coordinata dal pm di Busto Arsizio Roberto Craveia, e conclusa con 36 denunce per contrabbando internazionale di tabacchi lavorati, con l’emissione di 17 ordinanza di custodia cautelare, di cui 11 eseguite; 6 sono invece le persone ancora uccel di bosco. L’operazione rappresenta un colpo a un traffico di alto livello. I due pezzi grossi, Z.V. 55enne residente in Svizzera e C.R. 52enne di Napoli, non erano due capibanda qualunque. Quest’ultimo, in particolare, a Napoli, viveva in una reggia, protetto da un vero esercito di informatori locali, ed é anche per questo che é sfuggito alla cattura. A testimoniare l’importanza del personaggio é già il nomignolo con il quale era conosciuto nel giro: "o’re". E poi i suoi contatti. Basti pensare che le sigarette sequestate – 20 tonnellate – provenivano dall’ex Urss, e il loro invio nella comunità europea era curato direttamente da organizzazione criminali dalla notevole capacità criminale. Mafia russa, per intenderci. L’indagine parte nell’aprile del 1999, con un’attività di controllo sui movimenti di un 53enne di Cassano Magnago, il cervello locale. Questi, preegiudicato, in affido ai servizi sociali, gestiva, come se niente fosse, diversi affari, tra i quali spiccava il contrabbando di sigarette. Suoi "collaboratori" erano due svizzeri e un 42enne di Lonate Ceppino. A loro si affiancavano le compagne: segretarie tuttofare e consigliere dei mariti. Il giro delle sigarette è risultato di grande respiro: prima tappa la Russia, passaggio attraverso i Balcani, imbarco in Grecia. Da qui, la merce, prendeva due strade: una parte in italia e il resto in Inghilterra passando per Gibilterra. L’organizzazione aveva inoltre contatti in Spagna, Belgio e Lussemburgo. Il referente italiano era il ras napoletano, C.R., soprannominato, non a caso, "o’re". La conferma delle ipotesi investigative é arrivata anche grazie ad alcune rogatorie internazionali. "Ma l’indagine non é terminata" ha spiegato il pm Craveia. Molti dei personaggi coinvolti hanno legami con traffici di ogni tipo, dentro e fuori l’Italia. E non si esclude che, pur provenendo dal settore del contrabbando puro, abbiano fatto il salto di qualità, intraprendendo scambi di merce in cambio di droga di diversa natura. A riprova di questa pista, rimane il fatto che, tra la merce sequestrata, vi é anche della marjuana. A cosa possa portare un ulteriore fronte di indagini, gli investigatori non lo dicono ma lo lasciano intuire. Certamente cocaina, forse anche armi. Tutta l’operazione è stata condotta grazie a un lavoro certosino e febbrile degli uomini della Guardia di Finanza, agli ordini del comandante provinciale colonnello Bonfiglio e degli uomini della caserma di Gallarate. "Militari che hanno anche lavorato gratis, in queste notti, per servire lo Stato" ha aggiunto il pm Craveia. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. |
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