Busto città studio della lingua e della letteratura lombarda
L'assessore regionale alla cultura Albertoni presenta uno spettacolo di Carlo Porta e lancia un ambizioso progetto
| In questi giorni si sta mettendo a punto il convegno-spettacolo ”Carlo Porta – Carnevale 1818” interpretato da Enrico Beruschi, promosso e interamente finanziato dalla Regione Lombardia. Per l’occasione l’assessore alla cultura del Pirellone ha ribadito che "c’e’ grande interesse in tutto il territorio lombardo per la riscoperta delle lingue e delle culture locali. Come assessorato stiamo lavorando a un progetto che faccia nascere a Busto Arsizio un centro regionale di documentazione e studi per la valorizzazione delle lingue e letterature lombarde”. Intanto nelle prossime settimane la rappresentazione, incentrata sull’analisi e la lettura della comi-tragedia ”Giovanni Maria Visconti, Duca di Milano”, scritta a quattro mani da Tommaso Grossi e Carlo Porta in occasione del Carnevale del 1818, toccherà nel suo ‘tour’ diverse scuole e teatri in tutta la regione ”Si tratta di una iniziativa a carattere sperimentale – ha spiegato Albertoni – con la quale intendiamo restituire un testo poco conosciuto, ma interessante nella sua freschezza linguistica e nel suo richiamo storico-culturale, al pubblico degli studenti e degli insegnanti o anche a chi e’ semplicemente incuriosito dall’opera in dialetto milanese di Carlo Porta”. ”Troppo spesso – ha proseguito Albertoni – una concezione della cultura come fatto riservato solo agli ‘addetti ai lavori’ ha finito per favorire un atteggiamento di estraneita’, a volte di noia, su autori e opere che invece appaiono sempre piu’ stimolatrici, utili e anche divertenti per la conoscenza delle nostre radici storiche, letterarie e sociali”. La comi-tragedia ”Giovanni Maria Visconti – Duca di Milano”, mai rappresentata a causa della censura imposta dal governo austriaco, fu pubblicata nel 1821 e, secondo il parere di alcuni studiosi, fu probabilmente fonte di ispirazione di Alessandro Manzoni per i Promessi Sposi. ”Riscoprire quest’opera – ha sottolineato Enrico Beruschi – e’ una occasione per presentare ai giovani, sorridendo, uno spaccato di vita dei primi decenni dell’Ottocento a Milano ed e’ anche forse, attraverso questa esperienza nuova, uno spunto per far crescere la voglia di ‘milanese”’. |
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