Un consiglio comunale disoccupato. Una città senza futuro

Il consigliere comunale dei DS Francesco Maresca denuncia l'inattività del consiglio

Riceviamo e pubblichiamo

Le forze politiche del Centro-sinistra denunciano con questo comunicato lo stato di inoperosità che caratterizza la vita del Consiglio comunale di Varese. Da quando è stato insediato – il 15 dicembre 1997 – esso viene convocato di rado e si è limitato quasi esclusivamente a un lavoro di modifica dello statuto e dei regolamenti, non passando mai a discutere e ad affrontare seriamente i veri problemi che affliggono la città. Il Consiglio comunale risulta di conseguenza ricurvo su se stesso e incapace di svolgere quelle funzioni di indirizzo e di controllo che pure la legge gli affida.

 

In sintesi le nostre critiche hanno tre obiettivi: 1) le regole istituzionali 2) i problemi della città 3) le circoscrizioni e un decentramento inattuato.

 

Partiamo dalle regole. La legge nazionale ha scelto di accostare al sistema elettorale maggioritario dei comuni una sorta di spoils system che permetta a chi vince di scegliere i suoi più diretti collaboratori. Per questo, pur condannando il metodo davvero scorretto, abbiamo preso atto senza allarmismi del licenziamento del segretario comunale, che è nelle facoltà del sindaco. Sappiamo infatti che il suo potere di scelta è in questo caso regolamentato e circoscritto ad una rosa di nomi offerta da una apposita agenzia. Ci preoccupano maggiormente, invece, le proposte leghiste di modifica al Regolamento per le nomine dei rappresentanti dell’Amministrazione presso Enti, Società, Aziende e Istituzioni. Traspare in esse la precisa volontà di cancellare ogni forma di regolamentazione e prescrizione di requisiti per i candidati. Se passasse questa logica, a rappresentare il nostro comune ci sarebbero solo "casacche verdi" senza che sia garantito un minimo di competenza e professionalità; si sprofonderebbe di nuovo in un clientelismo fondato su decisioni discriminatorie e improntate a motivazioni puramente politiche. I dirigenti avrebbero paura a dissentire e sarebbero tanti cagnolini al guinzaglio, mentre i rappresentanti non rappresenterebbero l’intera città. Noi crediamo, diversamente, che occorre realizzare un’efficace miscela di garanzie, che coniughi, contemperandoli, il raccordo fiduciario dei dirigenti e dei rappresentanti col vertice politico, da una parte, e il rigore dei requisiti e la trasparenza dei meccanismi per le selezioni, dall’altra.

Non abbiamo però tanta fiducia nella capacità della Lega Nord di utilizzare in tal senso l’autonomia statutaria e regolamentare del nostro comune. In passato – come è noto – non abbiamo condiviso la politicizzazione della figura del presidente comunale e abbiamo contestato l’occupazione delle 11 presidenze di commissioni e la scarsa disponibilità ad accettare il confronto dialettico con le opposizioni tra le mura di Palazzo Estense. Ora dovremmo sperare in una svolta?

 

Torniamo alla città. Per quanto tempo – ci chiediamo – dovremo assistere all’incapacità dell’amministrazione pubblica di affrontare i problemi che potrebbero migliorare la qualità della vita dei cittadini? Come si pensa di procedere all’informatizzazione dei servizi demografici? Che se ne è fatto dei progetti di centri di animazione? Degli spazi per i giovani? Cosa pensa di fare il Comune per la questione sanità?

In questo clima il ruolo del Consiglio comunale è svilito. Non vengono affrontate le questioni cruciali per la città:

  • viabilità
  • sistema tangenziali
  • progetto parcheggi
  • trambus: a che punto siamo? Quando partirà e come?
  • università: la città ha rinunciato all’acquisto della Caserma Garibaldi?
  • sistema museale, teatro, polo bibliotecario
  • servizi sociali: deve questa città riflettere sulle vecchie e nuove povertà? Ci si deve attrezzare per dotarsi di strutture minimali (dormitorio per esempio) per affrontare degnamente almeno le più pressanti esigenze?
  • piano regolatore: che fine ha fatto?

È possibile che questioni come queste le opposizioni debbano apprenderle tra le righe della stampa locale? Non è tollerabile oltre che gli assessori non presentino al Consiglio i propri programmi. Di un assessore, quello allo sport, non abbiamo ancora sentito la voce.

Ci chiediamo se questi programmi esistano. Per adesso la giunta sta dimostrando di non essere capace di portare avanti nemmeno i progetti approvati e finanziati dalla precedente amministrazione: scuola materna della Brunella, funicolare, acquisto caserma Garibaldi…

Noi denunciamo che la mancanza di progetti sta portando Varese a non cogliere occasioni di finanziamenti sia regionali che europei, e rischia di farle perdere quel suo ruolo trainante di capoluogo di provincia.

Anche le decisioni assunte in merito agli stanziamenti a bilancio per le circoscrizioni denota l’atteggiamento di chiusura di fronte alle vere questioni della città. Si tenta di annullare la capacità di incidere delle circoscrizioni solo perché la Lega non è maggioranza in 5 circoscrizioni su 6. Si nega il ruolo che le circoscrizioni possono avere nel risolvere le problematiche sociali dei quartieri. L’avvento della Lega alla circoscrizione 4 ha poi segnato un immediato fermo a tutta la politica culturale e sociale avviata dalla precedente amministrazione del Centro-sinistra: si veda lo scarso interesse per il Centro d’incontro di Avigno in cui non si fa più promozione né di cultura né di servizi sociali, dove si fa fatica ad assegnare la sala alla Associazione utenti ma si concedono ampi spazi a un convegno di formazione dei quadri dirigenti di Forza Italia. Emblematico è anche il modo in cui il Consiglio di circoscrizione 4 ha approvato il progetto dei lavori al piano inferiore del Centro: non c’era in quella decisione nessuna attenzione a quello che la precedente amministrazione voleva proporre ai cittadini: uno spazio polivalente per musica, teatro, danza. Rimane il vuoto di idee, omaggio poco gradito di politici non all’altezza della situazione.

Chiediamo con forza che si ripristini nella nostra città una più corretta e chiara dialettica politica, a tutti i livelli e su tutte le questioni. Chiediamo un maggior rispetto delle istituzioni e delle loro funzioni. Siamo pronti a perseguire questi obiettivi con tutte le nostre energie, costi pure inondare le sedute del Consiglio di mozioni al fine di far parlare della città o di occupare la Sala Estense per porre fine a queste vacanze non certo terapeutiche che il Presidente con una inaspettata cortesia ci impone.

Varese 16 maggio 1998 
Democratici di sinistra Partito Popolare Italiano Rifondazione Comunista

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Pubblicato il 11 Aprile 2001
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