E’ ancora la 336 l’ago della bilancia di Gallarate
Sull'urbanistica si giocano i destini della città che domani va a votare
| Sono stati in rigoroso silenzio fino ad adesso i commercianti di Gallarate, ma a urne chiuse potrebbero ricominciare a parlare. Sono loro, infatti, quelli che hanno più da perdere o da guadagnare dalle scelte della prossima amministrazione. Ascom e altre associazioni hanno fatto sì professione di neutralità, ma sanno bene che sull’urbanistica e sulla grande distribuzione si tornerà a dirigere la politica del domani.
Angelo Greco é stato caduto su questo punto. Mandato a casa dalle dimissioni dei consiglieri comunali della sua maggioranza. Divergenze sui centri commerciali. Greco diceva di essere dubbioso, Forza Italia era favorevole, anche se in percentuali limitate. Che sia stata una congiura di partito, una misura necessaria, o una autodifesa per evitare che si organizzasse una lista civica di ex del centrodestra (che poi, bene o male, si é comunque realizzata), rimane il fatto che la 336 é ancora lì, tutta da inventare. Breve riepilogo: si parla di terreni d’oro acquistati da grandi imprese della distribuzione, un paio di varianti fatte e disfatte nel corso degli anni, l’ultima, quella di Nicola Mucci assessore all’urbanistica, che contempla ancora spazi commerciali. Nel frattempo la Lega contesta il disegno, cade Greco, i leghisti riottosi escono dal partito e vanno a sostenere Andrea Buffoni, agitando la bandiera della lotta alla speculazione. Per controbilanciare la nascita della Gallarate 2, la precedente amministrazione promise un progetto di arredo urbano del centro storico e dei rioni. Ma la contropartita potrebbe non bastare. Le proposte dei partiti sono state forse un po’ estemporanee: chi ha parlato di spazi universitari, chi di nuovo ospedale, chi di museo della resistenza e chi di business. L’unica seria proposta presentata e motivata da uno studio scientifico la fece la Liuc di Castellanza un anno fa, su mandato del sindaco Greco. Si ipotizzava un business park, ovvero un luogo di scambio e offerta di servizi a imprese gravitanti nell’orbita allargata di Malpensa, escludendo l’ipotesi centri commerciali. Se la 336 é il cuore del problema urbanistica, rimangono sul tappeto altre questioni. Nascerà davvero il polo culturale promesso in via De Magri e sarà davvero Gae Aulenti a creare una grande avveniristica struttura? Verranno mantenute le promesse di non inondare di camion la zona dove lo scalo Hupac sta per essere allargato? Come verrà gestita la privatizzazione dell’Amsc? Come verranno utilizzati il cinema condominio e il teatrino del popolo? Tutti nodi che la passata amministrazione non ha avuto il tempo di sciogliere. |
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