Zelig chiama, Varese risponde

Oltre tremila persone accorse al PalaIgnis per assistere allo spettacolo. Sul palco anche il primario della Neonatologia Silvano Agosti, il direttore dell'azienda ospedaliera Carlo Lucchina e Emanuela Crivellaro, presidente del Comitato per la tutela del bambino in ospedale

Oltre tremila persone hanno risposto all’appello lanciato dai comici di Zelig. Parterre e gradinate complete e persone che a spettacolo iniziato cercavano ancora il biglietto. L’appello lanciato da Bisio e compagnia ha centrato il bersaglio. La solidarietà, anche nel profondo nord, può avere ancora un senso, specialmente se veicolata attraverso canali che non parlano il politichese.

I comici di Zelig, dai più giovani a i più navigati, appaiono come una vera propria squadra prima di una partita importante. In gioco c’è un respiro per la vita, ovvero due impianti da destinare al reparto di Neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Circolo: un polmone artificiale per la respirazione dei bambini nati prematuri e un secondo impianto per fare loro le analisi del sangue senza dover ricorrere alla cruenza della siringa. Con l’incasso della serata e l’aiuto di alcune aziende, che hanno contribuito in qualità di sponsor (tutte del territorio), si compreranno le due apparecchiature, il cui costo è di 131milioni. Entro luglio arriveranno.

Ha ragione Bisio, non si salveranno centinaia di migliaia di vite, non è un mega progetto per salvare popolazioni intere, ma questo è un segnale positivo. Salva anche solo una vita e avrai salvato l’umanità intera. Il bravo presentatore non cita il Talmud, ma è come se l’avesse fatto. Una squadra si diceva, appaiono così i comici di Zelig. Tutti hanno risposto alla chiamata, il cast è quasi al completo. Unica assenza, quella di Max Pisu, in arte Tarcisio, impegnato in uno spettacolo a Milano. Nessuno di loro per la serata al PalaIgnis vedrà il becco di un quattrino. Scendono tutti in sala stampa prima dell’inizio dello spettacolo, quasi fosse un riscaldamento prima della partita, sugli spalti c’è il loro popolo ad attenderli. Roba non da poco anche per chi è abituato alla ribalta. Scherzano e ridono, ma sui loro volti si legge anche un po’ di tensione.  

Natalino Balasso si confonde tra fotografi e giornalisti e inizia a sparare domande a raffica ai colleghi. Tra loro anche una brava, oltreché bella, Michelle Unziker, disinvolta e coccolata, semplice e spontanea come raramente si vede tra le soubrette. Dicono che faccia bene i versi degli animali, ma né le suppliche di Bisio, né le minacce di Balasso la convincono. La vendetta viene subito consumata dallo stesso Bisio che la presenta come  la felice sposa di Renato Zero.
Fabrizio Fontana, lo squinternato James Tont, sembra quello più spaurito e timido. Al contrario,  il loquace Gabrielle Cirilli dice di essere venuto da solo perché Tatiana non entrava dall’ingresso del palazzetto. Mister Forest, al secolo Michele Foresta, appare sulla porta con la disinvoltura degna di un vero mago; mentre il toscano Paolo Migone, con la sua aria svagata e surreale siede in braccio alla Unziker, come se niente fosse. Manera fa le sue facce, mentre le coppie Pali e Dispali, Ale e Franz stanno alla larga dai rispettivi partner artistici. Completano la squadra la brava Margherita Antonelli, in arte Sofia donna delle pulizie, a cui nessuno paga mai i contributi; Flavio Oreglio, chansonnier di rango, Diego Parrasole, disoccupato e filosofo dell’arte del vivere, Carlo Pastori, clone di Bisio, per la scarsezza di bulbi piliferi sulla testa e artista in cerca di un provino decente.
"L’importante è essere tutti qui ed esserci per uno scopo bello e giusto", dice Claudio Bisio.
Poche battute e poi via tutti, pronti ad entrare in scena.
Le luci si spengono, parte l’applauso, la solidarietà ha vinto.

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Pubblicato il 26 Maggio 2001
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