La città verso la cementificazione
Grido di allarme di Tullio Albizzati. "Le varianti al Prg servono per continuare a costruire"
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Tradate prosegue la sua corsa cementificatrice. È quello che sostiene l’attuale consigliere comunale di minoranza Tullio Albizzati, ex assessore ai lavori pubblici negli anni ’80 nella giunta Uslenghi. Scintilla che ha fatto scoppiare la polemica sono stati i fatti avvenuti nell’ultimo consiglio comunale, durante il quale sono state approvate 72 variazioni alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale.
Il recente piano regolatore, approvato due anni fa, è stato realizzato in previsione di una crescita della popolazione che passerà dagli attuali 16-17 mila abitati ai futuri e possibili 23 mila. Albizzati, prontamente fa notare che, in base a un documento stilato dalla Regione nel 1992, si prevede entro il 2011 una diminuzione della popolazione in Lombardia di un milione di abitanti. Allora perchè continuare a costruire a danno del verde cementificando sempre più? “Il comune non ha tenuto conto di questo studio prevedendo invece un incremento di 7 mila abitanti. A chi venderanno le case, a chi le affitteranno? Qui si innesca un concetto molto sottile: a Tradate ci sono i soldi, molta gente non sa più come investirli: il miglior impiego è ancora quello del mattone, pur lasciando la casa vuota”.
Tradate offre una serie di appetibili servizi che paesi limitrofi non hanno: l’ospedale, le scuole che vanno dall’asilo nido ai licei, la futura piscina, i campi sportivi, la caserma dei carabinieri, si trova poi molto vicino il parco pineta di cui 10 mila mq appartengono al comune, vi sono due stazioni ferroviarie direttamente collegate alla metropoli Milano. Questo fa sì che le costruzioni aumentino di valore e invoglia quindi i cittadini a costruire. “Queste norme del piano regolatore” prosegue Albizzati “non preservano di certo il territorio, ma spingono e autorizzano a costruire edifici sempre più grandi, come quelli dei quattro cantieri già aperti in città: i tradatesi non sanno del bene che dispongono”. L’ex assessore prosegue facendo notare che il comune non aiuta di certo a regolare questa cementificazione “per di più poco o niente è stato destinato ad uso pubblico, quasi tutto a utilizzo del privato”.
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