La sicurezza si garantisce anche non sfruttando gli immigrati

La festa dei carabinieri: l’analisi sulla criminalità da parte del colonnello Capriati

«La sicurezza è un bene che appartiene a tutti, dunque anche la sua tutela. La provincia di Varese è sensibile al problema dei clandestini? Benissimo, ma quanti di questi immigrati sono qui perché lavorano in nero? O quanti di loro vivono in quindici in un appartamento fatiscente pagando il canone al proprietario? Lavorare per la sicurezza significa anche evitare questi comportamenti». Mette, come si suol dire, "i piedi nel piatto" il colonnello Pasquale Capriati, comandante del gruppo provinciale dei carabinieri di Varese. Lo fa in occasione della annuale festa dell’Arma illustrando i dati sull’attività compiuta ai suoi uomini negli ultimi dodici mesi. Il comandante provinciale, che si definisce "maniaco delle statistiche" dice che il numero dei reati comessi nel Varesotto è in ulteriore calo pur non nascondendo che tra la popolazione c’è un crescente senso di insicurezza. Ma eccolo arrivare al nodo cruciale della sua analisi, condotta questa mattina nel corso di un incontro con i giornalisti nella caserma di via Saffi. «Avvertiamo il disagio dei cittadini verso alcuni fenomeni che si vanno diffondendo. Prendiamo il caso degli atti vandalici; spesso scopriamo che chi ha spaccato la fontana della piazza abita nei paraggi; dunque sarebbe bastata più attenzione e tempestività nel segnalare movimenti sospetti da parte degli abitanti della zona. E gli extracomunitari? Ci sono i reati commessi dai clandestini ma questi clandestini magari si trovano nel Varesotto perché lavorano in nero nelle ditte o vivono in case malandate». E’ il vecchio concetto della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine ma letto in questa chiave suona del tutto nuovo: parla di un comune sforzo (dei carabinieri ma anche di chi non porta la divisa) per rispettare la legalità. Le parole del colonnello Capriati hanno poi messo a fuoco un altro aspetto del bilancio degli ultimi dodici mesi: «Si sono messe le basi per migliorare la presenza dei nostri uomini sul territorio. Da un lato, su tutto il territorio nazionale, l’Arma ha potuto delegare alcuni servizi interni (le mense, la manutenzione degli automezzi) recuperando così personale per compiti di prevenzione e repressione dei reati. Dall’altro in provincia di Varese siamo prossimi all’apertura di nuove stazioni dei carabinieri». Come è noto i paesi prescelti sono Induno, Vergiate, Samarate, Cardano al Campo e Uboldo. Il comandante ha sottolineato come essi si trovino in punti strategici, come l’aeroporto di Malpensa o le maggiori strade di comunicazione della provincia. A un osservatore esterno non sfugge però che almeno tre delle località indicate (Induno, Cardano e Vergiate) sono state negli ultimi anni teatro di gravissimi episodi di criminalità.

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Pubblicato il 05 Giugno 2001
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