Un’associazione che aiuta a diventare cittadini
Dei richiedenti asilo politico si occuperà anche l'associazione Cittadini del mondo, che già da anni si occupa dell'alfabetizzazione degli stranieri, il primo gradino dell'integrazione
| Sono diciassette i richiedenti asilo politico che saranno ospitati in case di prima accoglienza nei comuni di Sesto Calende, Somma Lombardo e Cardano al Campo. Di loro si occuperà una rete fatta di enti, sindacati e associazioni di volontariato. Come "Cittadini del mondo", che opera a Sesto Calende da anni. Si occupa di alfabetizzazione e nel tempo ha istituito numerosi corsi a più livelli e formato molti migranti non comunitari. Oggi per esempio sono in sei ad affrontare gli esami di licenza media, mentre il 28 giugno sarà un’altra giornata di esami per quelli che devono ottenere il Cils, la certificazione italiana di lingua straniera, conferita dall’Università per stranieri di Siena. E questo dopo un anno di corsi presso la scuola media rivolti a regolari e non. Perché per i volontari dell’associazione e per il suo presidente Giovanni Chinosi il permesso di soggiorno è una cosa, c’è poi il permesso all’esistenza, che ha un altro valore. Più importante. "Il reato di clandestinità non esiste – a prescindere da questo spiega Chinosi – noi come volontari, come cittadini liberi non chiediamo permessi". "Cittadini del mondo" si occupa del primissimo gradino della mediazione con gli stranieri. Fare parte della rete di accoglienza permette di essere una bussola per gli stranieri, che permette loro di trovare indicazioni utili per ogni esigenza: dai vestiti alla formazione appunto. Il corpo docenti dell’associazione è fatta da due presidi che si sono divisi le competenze fra area umanistica e scientifica e poi maestre e volontari. Tre i livelli di corsi: il primo per coloro che hanno un basso retroterra culturale, il secondo è quello che permette di conseguire il Cils di cui si parlava. E’ una novità di quest’anno ed è stato mutuato da "Io parlo italiano" un corso di Rai Educational. E infine il terzo livello è quello che consente di conseguire la licenza media, utile per accedere al lavoro autonomo o continuare nel percorso formativo, o magari per alcuni di vedersi riconosciuti diplomi che già posseggono. Non sono le unica attività. In questo anno scolastico appena trascorso è stato attivato un corso di informatica. Vi hanno partecipato molti stranieri, ma un terzo erano sestesi. Il risultato? Un bel corso interculturale, svolto alle scuole superiori di Sesto Calende.
Perché "Cittadini del mondo" è arrivata ad occuparsi di accoglienza e integrazione? Forse perché si è guardata attorno e si è accorta che a Sesto esistevano ed esistono molti stranieri che hanno bisogno di diventare cittadini. Due le comunità più forti, quella senegalese e marocchina. Ci sono poi cittadini del Ghana e sta aumentando la comunità orientale del Bangladesh. Il comune di Sesto si affaccerà tra poco alla soglia dei diecimila abitanti e trecento sono gli stranieri con permesso di soggiorno, mentre un 15 per cento è in attesa di regolarizzazione. Il dato più rilevante è quello che riguarda i bambini. Un trend demografico sicuramente positivo. Lo conferma il dato sulle natalità: le famiglie straniere sono l’un per cento e i nati sono il 16 per cento. I minori all’inizio dell’anno erano 22 di cui 16 frequentano le scuole dell’obbligo. E anche all’interno delle scuole mira ad operare l’associazione. "Un nostro obiettivo – dice il presidente Giovanni Chinosi – è far uscire da questi corsi anche alcune figure specifiche come i facilitatori linguistici (in pratica dei traduttori) che possono operare poi nelle scuole". Insomma un’associazione che cresce e acquisisce con gli anni nuove professionalità. Insieme ad una buona conoscenza dell’immigrazione e delle lunghe pratiche burocratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno, piuttosto che del ricongiungimento familiare. Un iter lungo a Varese. Sesto Calende confinha infatti con la provincia piemontese di Novara. Gli immigrati si confrontano e pare che i tempi della questura novarese non siano così lunghi. "Sembra esserci un boicottaggio silenzioso a Varese" dice Giovanni Chinosi, che avvalora questa sua ipotesi con un fatto che risale a quattro anni fa. Con la collaborazione del comune era stato proposto alla questura di accettare le pratiche degli stranieri portate dal messo comunale. Una pratica che esiste già per altri documenti come i passaporti. La questura rifiutò. |
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