“A Genova nessuna volontà di differenziare i buoni dai cattivi”
Il responsabile di Legambiente del Luinese Alberto Tarroni offre alcuni spunti di riflessione sui fatti di Genova
| Riceviamo e pubblichiamo
Per contribuire al documento che, come Legambiente Varese, si sta preparando sui fatti relativi alla manifestazione di sabato scorso e, più in generale, per ragionare su quanto accaduto a Genova durante il G8, vi invio alcune riflessioni. 1) Un carabiniere mio amico mi ha fatto notare, da buon professionista, un particolare curioso che, pur avendo vissuto personalmente la giornata di sabato, non avevo individuato da solo. Berlusconi è stato a Genova credo quattro volte. Ha avuto modo di discutere di fioriere e mutande. A nessuno è venuto però in mente una precauzione semplicissima, sempre adottata in caso si temano tumulti. NESSUNO HA RIMOSSO I CASSONETTI DEI RIFIUTI! Sono la prima cosa che viene incendiata e che viene utilizzata per costruire barricate. Anche la camionetta da cui hanno sparato, era bloccata contro un cassonetto. Che strana dimenticanza! 2) Ogni domenica migliaia e migliaia di stronzi, che vanno allo stadio soltanto per distruggere, vengono scortati per e dallo stadio stesso per essere protetti da altri stronzi in tutto simili a loro se non per una differente maglietta. Scortare loro è possibile. Scortare invece pacifisti, anziani, operai, insegnanti, ambientalisti, religiosi, disabili, ecc. "avrebbe messo troppo a repentaglio l’incolumità degli operatori". Mah?!?! 3) Se vai ad una manifestazione AUTORIZZATA, ti ritrovi dove ti dice la questura, vieni fotografato dalla digos prima di salire sul bus, segui la macchina della polizia facendo le soste dove ti dicono loro, scendi nel luogo che ti indicano, ti incammini sul percorso obbligato all’ora che ti viene detta, SEI POI COSTRETTO A SCAPPARE DAVANTI ALLA STESSA POLIZIA CHE TI HA FATTO ARRIVARE FIN LI! CONCLUSIONI Personalmente, non credo alla tesi di infiltrazioni di persone dei servizi per fomentare gli scontri, ma sono assolutamente certo che non vi sia stata alcuna volontà di differenziare buoni da cattivi. Secondo le leggi della comunicazione, le scene di violenza restano impresse più delle altre. All’attuale leadership politica faceva comodo rendere la protesta subordinata alla violenza, in modo da far apparire il movimento distante dalla società civile ed allontanare i cittadini dalla possibilità di identificarsi nella causa contro questo modo di intendere la globalizzazione. L’unica cosa che premeva loro era di difendere la zona rossa. Tutto il resto, compresi Genova e le persone innocenti, sono state giudicate sacrificabili, anzi utili per scaricare la responsabilità sul precedente governo (che in verità non ha fatto una gran scelta quanto a località), oltre che per svilire la protesta pacifica. DELUSIONI P. S. Non sono per l’astio nei confronti degli agenti che si trovavano sulla strada quel giorno, perchè vedo le responsabilità più in alto. Penso che, per certe persone delle stesse istituzioni, siano pedine sacrificabili quanto noi. Una nota a margine. Pur non smentendo quanto sopra, faccio presente che il reato di omissione di soccorso esiste ancora in questa repubblica. Vedere sfilare decine di pubblici ufficiali a fianco di gente ferita che chiede aiuto, senza che nessuno faccia nulla, non fa certo bene alla fiducia nello stato. Anche e soprattutto in chi, come il sottoscritto, vorrebbe continuare ad averne. ALBERTO TARRONI |
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