Allarme “guardia medica”: manca personale
I neoiscritti all'albo medico rifiutano l'incarico. Turni pesanti e grosse responsabilità alla base della scelta. L'Asl cerca di tamponare la situazione pensando ad incentivi economici e ad un taglio delle sedi
| AAA guardia medica cercasi. L’allarme è stato lanciato dall’Azienda sanitaria locale: "Di oltre duecento neo iscritti all’albo medico, interpellati solo un paio ci hanno fatto vaghe promesse di collaborazione." Chi parla è Luigi Pugliese, responsabilità dell’Unità Operativa Convenzioni, che da tempo sta lottando con il calendario per coprire tutti i turni con il personale ridotto che ha a disposizione: "La situazione peggiora di anno in anno – spiega Pugliese – Pensate che fino a qualche anno fa i medici neo laureati si iscrivevano in graduatoria per poter partecipare ai turni di guardia medica, mentre oggi rifiutano senza nemmeno chiedere qual è la retribuzione." Orari pesanti, responsabilità e difficoltà oggettive dell’incarico le principali cause che inducono un neo medico a preferire un posto di assistente in ospedale gratuito piuttosto che un impegno retribuito 27 mila lire lorde all’ora. "Ma la situazione non è limitata al nostro territorio – prosegue Gianfranco Macchi, responsabile del Dipartimento Servizi Sanitari di base – in Lombardia ci sono situazione di gran lunga peggiori, e anche a livello nazionale riscontriamo un trend analogo. Un tempo un bacino inesauribile era il Meridione, ma oggi medici se ne trovano pochi anche lì, pensate che a Palermo hanno dovuto sopprimere il servizio di Guardia turistica per carenza di personale." Per tamponare l’emergenza, l’Asl ha chiesto aiuto ai medici di base e ai comuni perché facciano chiarezza sulle funzioni di questo servizio : "La guardia medica viene spesso chiamata per funzioni che non le competono – spiega Rosa Salvati, uno dei medici – come prestazioni infermieristiche o terapie che potrebbero essere prescritte dal proprio medico di base il giorno successivo. Siamo spesso scambiati anche per il Pronto Soccorso per le situazioni di emergenza. Noi siamo stati istituiti esclusivamente per le urgenze." Ad aggravare ulteriormente la situazione dei medici di Varese, che ormai si trovano ad operare costantemente sottonumero, è l’avantielenco della rubrica telefonica: "Ci arrivano telefonate da tutta la provincia – afferma un altro medico, Elena Viotti – perché il centralino di Varese è quello che appare nei servizi essenziali dell’elenco. Invece ci sono ben 11 punti di guardia medica sparsi sul territorio: da Gazzada, a Luino, a Cittiglio e poi Saronno, Busto, Somma, Gallarate, ecc. Abbiamo invitato i medici di base e i comuni a fare chiarezza anche su questo punto." Per tentare di arginare l’emorragia di medici, l’Asl sta pensando di riconoscere incentivi alle guardie mediche già dal prossimo agosto. "Abbiamo avviato inoltre dei tavoli con il 118, il Pronto Soccorso e i medici di base – interviene il direttore generale dell’Asl Giorgio Benedettini – perché ci sia maggior organizzazione nello svolgimento delle competenze di ognuno." In programma per settembre, però, ci sono anche ulteriori accorpamenti di sedi che forniranno un po’ di personale in più. Nel perdurare dell’emergenza, però, si corre il rischio di veder diminuita la qualità del servizio : "Questo è ciò che non vogliamo – assicura Macchi – stiamo pensando a corsi di formazione per i neo arrivati. L’unica nostra preoccupazione è che, al termine di questi aggiornamenti, molti partecipanti spariscano. Noi non abbiamo possibilità di vincolare il personale che collabora in modo professionale." E questo limite infastidisce anche Benedettini:" In tempi di devolution si dovrebbe pensare anche a concedere maggiori poteri decisionali ai direttori, così da permetter loro di fermare il continuo flusso di personale preparato verso il privato che retribuisce meglio. È il caso degli infermieri, in particolare, ma tutte le nostre figure professionali sono sempre a rischio. E noi non possiamo farci nulla." |
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