Nasce il coordinamento gallaratese antiG8

Aderiscono partiti, associazioni e singoli cittadini

Riceviamo e pubblichiamo

A Genova il 19 – 20 – 21 si riunisce il G8.
Il G8 non è una Istituzione Internazionale ma un gruppo informale che riunisce annualmente i capi di stato e di governo delle maggiori democrazie industriali (Canada, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Italia, Russia e Stati Uniti) in accordo con l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) coadiuvati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), dalla Banca Mondiale (BM) e dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).
Le riunioni del G8 servono per discutere sulla gestione economica del mondo, sul commercio internazionale e sui rapporti con i paesi in via di sviluppo. Spesso l’ordine del giorno delle riunioni è ampliato considerevolmente includendo le questioni relative all’occupazione, alle comunicazioni informatiche e alle conseguenze planetarie di problemi quali l’ambiente, il crimine e le droghe.
Prima del summit, i ministri del G8 sviluppano una rete di riunioni di sostegno a livello di Ministeri del Commercio, degli Affari Esteri, delle Finanze, dell’Ambiente e del Lavoro. In base a queste riunioni e ad altre, i summit dei G8 vogliono fornire un orientamento alla Comunità internazionale stabilendo le priorità di intervento e definendo le nuove problematiche di cui dovrebbero occuparsi le Organizzazioni Internazionali.
I membri del G8 si incontrano inoltre per cercare di coordinare le politiche dei singoli Stati, che rappresentano, sui temi che essi ritengono di volta in volta più importanti.
I G8 nei loro summit hanno adottato soluzioni ed interventi neoliberisti, in linea con le politiche degli organismi internazionali, che stanno creando profondi scompensi. E’ in atto un processo di globalizzazione, diretto dai paesi più potenti, che non ha precedenti nella storia umana e che determina l’affermazione di un modello dominante, che affama gran parte del nostro pianeta, che amplifica le sacche di emarginazione e delle nuove povertà, che vuole tagli allo Stato Sociale e Sanità, privatizzazioni, smantellamento dei diritti dei lavoratori.

Da questi presupposti nasce il "Genoa Social Forum", perché alla prossima riunione dei G8 si possa contrapporre un’altra voce, quella dei soggetti più deboli, per manifestare pacificamente la richiesta di un mondo diverso da come lo vorrebbero i più potenti. Un mondo più giusto, più equo, dove non si possa mai più chiamare "umanitaria" una guerra, dove la salute non sia una merce, dove i cibi non si creino in laboratorio e le mucche non impazziscano, dove il lavoro non sia sottopagato e i bambini non siano costretti a cucire palloni, dove le pensioni siano un diritto intoccabile, dove non si affamino milioni di persone per lo sfrenato benessere di pochissimi, dove non si militarizzino le città per chiudere la bocca a chi vuole gridare tutto questo.

A Gallarate si è costituito il Coordinamento Contro il G8, aperto a tutte le realtà gallaratesi e ai singoli, che si riconosce nei principi enunciati e nelle forme di mobilitazione decise dal Genoa Social Forum in cui si ribadisce l’illegittimità del G8. Al coordinamento hanno ad oggi aderito le seguenti Forze ed Associazioni del nostro territorio: Manitese, Lavoro e Società – Cambiare rotta, Partito della Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, Partito dei Comunisti Italiani, FGCI, Sinistra Giovanile, Democratici di Sinistra, CUB, Socialisti Democratici Italiani, ANPI, CUAC, Ambiente & Solidarietà, Medicina Democratica. E’ stato nominato portavoce Luca Fusi.

Gli aderenti al coordinamento guardano alle giornate genovesi come il momento da cui avviare a Gallarate, nei prossimi mesi, una discussione comune sulle questioni legate alle ingiustizie prodotte a livello locale e globale prodotte dal nuovo ordine mondiale quali i mutamenti climatici, la cancellazione del debito dei paesi poveri, la riduzione delle spese militari, la tassazione delle speculazioni valutarie, il potere assunto del WTO, la necessità del rafforzamento dell’Organizzazione delle nazioni Unite, la moratoria per gli organismi geneticamente modificati, la messa al bando delle armi all’uranio impoverito.

Le forze attualmente presenti nel coordinamento hanno sentito la necessità di presenza sul nostro territorio con banchetti di controinformazione da qui al 21 luglio (i primi si sono svolti sabato 7, altri si svolgeranno nel prossimo fine settimana) per spiegare le ragioni che spingono migliaia di donne e uomini a mobilitarsi in occasione dell’incontro anche a fronte della distorta campagna dei media che sottolineano, quale unico contenuto le supposte questioni di ordine pubblico. Manifestare il proprio dissenso è un diritto costituzionale, un diritto che con diverse strategie, per questo appuntamento, è messo in discussione fin dalla sua convocazione.

Gli aderenti al coordinamento saranno presenti alla mobilitazione di Genova che auspicano possa essere partecipata e non violenta. 

Per informazioni su Genova e sul coordinamento rivolgersi in via Checchi, 21 presso Cooperativa Unione Arnatese di Consumo.

Coordinamento gallaratese contro il G8.

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Pubblicato il 12 Luglio 2001
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