Il Gruppo di Impegno Missionario compie vent’anni

Una mostra di artigianato etnico, musica, e una rassegna cinematografica per festeggiare il ventennale dell’associazione. Impegno sociale, solidarietà internazionale e commercio equo spiegati da una volontaria

Il GIM, Gruppo di impegno Missionario di Germignaga organizza in questi giorni il primo di numerosi appuntamenti per festeggiare i suoi venti anni di attività nella solidarietà internazionale e nella cooperazione tra i popoli.

A spiegare l’attività del Gruppo è Maria Vittoria Lanella, una delle decine di volontarie che gravitano attorno all’associazione.
"Il Gruppo di Impegno Missionario nasce nel 1981 a Germignaga – dice Maria Vittoria, mentre è alle prese con l’allestimento della mostra di artigianato etnico a Palazzo Verbania, a Luino – su iniziativa di alcuni volontari che hanno cominciato a raccogliere fondi e generi di prima necessità per sostenere l’opera di suor Maria Passera, una missionaria recatasi in Uganda. Da lì è partito tutto, dapprima sempre raccogliendo vestiti e generi da inviare nelle missioni. Poi sono arrivate anche nuove idee. Grazie a Gianfranco Malagola, ingegnere, e ad altri tecnici, sono stati progettati pannelli fotovoltaici e mulini a vento capaci di generare energia e da installare presso scuole, ospedali e istituti di assistenza, sempre a favore delle popolazioni degli stati africani più bisognosi".
Attualmente il gruppo di Germignaga, praticamente l’unico attivo nel comprensorio Luinese, è composto di una cinquantina di persone. Ogni mese i volontari si riuniscono presso la sede di un’associazione che si occupa dell’assistenza a portatori di handicap, l’OPAAR di Germignaga, dove tra l’altro è presente anche una bottega del commercio equo e solidale gestita proprio da volontari del GIM.

"I primi contatti col mondo del commercio equo risalgono all’inizio degli anni 90’ – continua Maria Vittoria – in concomitanza con l’inizio dei rapporti con la cooperativa "Sir Jhon" di Morbegno che assieme a Padre Abbiati, attivo nelle missioni del Bangladesh, è stato il primo canale del commercio equo in Italia. Da lì abbiamo iniziato a comprendere l’importanza del commercio equo, intessendo i primi rapporti con i fornitori. Dal 1994 anche a Gemignaga è aperta una bottega. I guadagni e i proventi delle vendite dei prodotti vengono interamente riversati al GIM per autofinanziare i progetti di solidarietà internazionale".

Nel frattempo il GIM ha maturato numerose attività di sostegno rivolte sempre a ospedali e a strutture di accoglienza. In particolare è in corso un progetto di affido per bambini orfani dell’ultimo conflitto etnico, in Burundi. 
In Uganda, a Kangole, è oramai da tempo presente anche un progetto di adozione a distanza. Il GIM è molto attivo anche in iniziative didattiche rivolte all’educazione allo sviluppo in diverse scuole del Luinese. Alcuni volontari si recano in prima persona nelle missioni; altri, collegati alla rete di Lulliput, partecipano a numerose iniziative, ultima delle quali la trasferta a Genova in occasione del G-8.
"Tra i progetti per il futuro – conclude Maria Vittoria – non si esclude l’apertura di un’altra bottega del commercio equo anche a Luino. In materia di solidarietà internazionale è sempre valida l’opera di raccolta fondi per iniziative all’estero e in particolare in questo periodo stiamo valutando la possibilità di dar vita a un nuovo progetto collegato all’agricoltura in Bolivia".

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Pubblicato il 22 Settembre 2001
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