«Nulle le possibilità di scambio con Toronto»

Fabio Binelli spiega il dissenso della Lega in merito alla possibilità di gemellarsi con la metropoli canadese

Riceviamo e pubblichiamo

Con riferimento all’articolo comparso sulla Prealpina del 18 settembre scorso a firma Paolo Grosso e titolato "Il terzo gemello sarà Toronto", è opportuno dare alcune precisazioni.
Innanzitutto sottolineo che la perplessità sul gemellaggio con la città abruzzese di Atri non è una fisima del sottoscritto, ma è stata espressa in una interrogazione sottoscritta da ben dieci consiglieri comunali della Lega Nord per l’indipendenza della Padania (Binelli, Zonca, Baj Rossi, Milani, Riva, Campiglio, Merzagora, Maffioli, Malnati e Cesca): è quindi la posizione ufficiale della Lega Nord di Varés.
In quella interrogazione la Lega Nord ha evidenziato l’opportunità di stabilire gemellaggi con cità di dimensioni analoghe a Varés appartenenti ad altri paesi dell’Unione Europea in quanto non solo questo tipo di accordi è finanziato dalla Regione Lombardia, ma consente di sviluppare progetti multilaterali coordinati per accedere ai fondi europei nel campo della cultura, dei servizi sociali, della protezione ambientale. Inoltre la Lega Nord ritiene che il gemellaggio deve coinvolgere tutta la cittadinanza attraverso scambi tra le scuole, gruppi sportivi, complessi musicali, associazioni culturali ecc.
Visto infine il ruolo propulsivo assunto dalla città di Varés nella lotta per l’autonomia della Lombardia, la Lega Nord ha suggerito di promuovere gemellaggi con città appartenenti ad altre comunità con spiccate tendenze autonomiste come la Galizia, la Catalogna, la Bretagna, la Scozia o la Baviera.
Di fronte all’eventuale gemellaggio con Toronto (sempre che non si tratti di Taranto…) non resta che constatare che nessuna delle indicazioni della Lega Nord è stata rispettata da chi ha messo in cantiere questa ipotesi.
Un gemellaggio con una città canadese 40 volte più grande di Vares (probabilmente noi varesini ci siamo tutti nella Canadian National Tower di Toronto, il grattacielo più alto del mondo) non ha molto senso logico, non è finanziato dalla Regione Lombardia (e quindi tutte le spese sono a carico del Comune) e non facilita il Comune nell’accesso ai fondi comunitari. La possibilità di scambio tra le cittadinanze sarebbero nulle (immaginate il costo per la collettività di portare una squadra di pallavolo o una classe di liceo a Toronto): l’impressione è che il gemellaggio si risolverebbe nella possibilità per qualche autorità di farsi una vacanza oltremare a spese dei contribuenti varesini.
Quanto poi all’autonomismo e all’opportunità di affratellarsi con chi condivide la lotta per la libertà dei popoli, evidentemente chi ha scelto la città di toronto non ci crede. Peccato.

Fabio Binelli – Capogruppo Lega Nord per l’indipendenza della Padania 

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Pubblicato il 21 Settembre 2001
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