Porticciolo abusivo, “Neanche per sogno”
Moretto: "L'avversione dell'amministrazione è un insulto a chi lavora". Questa è una delle dichiarazioni del proprietario del cantiere finito nel mirino dell'amministrazione angerese, che dall'inzio di questa querelle ha subito e continua a subire gravi perdite economiche
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Concessioni e autorizzazioni inesistenti? Neanche per sogno. Massimo Moretto, proprietario dell’omonimo cantiere sul lungolago di Angera è convinto di essere dalla parte del giusto, di avere le carte in regola. E alle accuse di abusivismo non ci sta. La querelle che oppone il proprietario dal cantiere e l’amministrazione comunale, si gioca ormai a suon di avvocati e di ricorsi al Tar. Eppure Massimo Moretto sventola da mesi una serie di incartamenti che sono da una parte le domande di concessioni per il porto turistico, fatte a tempo debito al Genio civile e dall’altra un permesso per iniziare i lavori concesso dal Magistrato del Po. Richieste avanzate per fare del cantiere, che possiede da circa dieci anni e "che non è sorto come un fungo” – ci tiene a precisare – un piccolo porto turistico. "Sarà utile ad Angera e alla sua vocazione turistica – spiega – un progetto in linea con una proposta fatta dall’Acon, l’associazione dei cantieri, alle amministrazioni del Lago Maggiore qualche anno fa, di creare punti di attracco che rendessero possibile la visita del paese; è stata una richiesta accolta da alcune amministrazione come Cannobio e Verbania, ignorate da altre perché forse il turista nautico non interessa molto. In Svizzera, dove sono noti per lo spirito ecologista di porti turistici come questo ce ne sono molti". "Quest’opera – continua – ora non significa nulla, ma quando sarà completa sarà gradevole, perché sarà abbellita con fioriere, panchine e altri arredi piacevoli. Anche noi teniamo al lago perché con il lago ci viviamo". Ma questo progetto ha incontrato degli ostacoli. Molti sono nati all’indomani del rinnovo dell’amministrazione comunale. A partire da maggio. E in questo complicato intreccio, che ha visto anche perdersi fra gli uffici regionali gli incartamenti di Massimo Moretto, le perdite economiche non sono tardate ad arrivare. "Questa vicenda è iniziata in primavera, un periodo cruciale per la nostra attività – dice Moretto – ho subito e continuo a subire danni economici; nel progetto di costruire un piccolo porto turistico ho investito un miliardo e mezzo. C’è gente che ci ha creduto, rilasciandomi in tutta fiducia un leasing per la banchina esterna. La maniera di agire dell’amministrazione è un insulto a chi lavora ed un rischio notevole per un’attività in cui sono coinvolti parecchi collaboratori". Perché il comune avversa il suo progetto? Da quando esiste il cantiere? E quando ha fatto le richieste per il porto turistico. Perché a questo proposito l’Amministrazione parla non di permessi bensì di pareri favorevoli, aggiungendo fra l’altro che il parere del magistrato del Po imponeva la previa autorizzazione dei beni ambientali e delle concessioni edilizie? Eppure la nuova amministrazione comunale sostiene che di permessi dall’ufficio tecnico non ne sono usciti. Perché? E come si spiega l’ordinanza per la demolizione del passerella a terra emessa recentemente dall’amministrazione? Come si spiegano invece le conferenze dei servizi riunitesi dopo l’ottenimento dell’autorizzazione? Ma in questo modo dalle carte emerge che la sua richiesta è stata avanzata dopo l’inizio dei lavori. Cosa ha intenzione di fare adesso? E dopo l’ultimo diniego per la concessione? La conferenza dei servizi ha emesso una serie di pareri negativi. Come obietta? E il rischio di incrociare le rotte delle imbarcazione della Navigazione Lago Maggiore, che ha il porto lì vicino? L’amministrazione comunale sostiene che non esiste il numero proporzionato fra posti barca e parcheggi. È vero? |
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