“Invalida e operata, ma per il sistema sono un fantasma h24”. Generazione sandwich, quando a crollare è chi cura
Schiacciati tra l'assistenza ai genitori e la crescita dei figli, i caregiver varesini sono il pilastro silenzioso del welfare locale. Dalle prime 180 testimonianze raccolte emerge il rischio che il carico di assistenza comprometta seriamente la salute di chi si prende cura dei propri cari
Ci sono persone che ogni giorno tengono in piedi, in silenzio, una parte fondamentale del nostro welfare. Non compaiono nelle statistiche e raramente fanno notizia: sono i caregiver familiari. Spesso, nel silenzio delle proprie case, diventano infermieri, sollevatori e amministratori h24 per i propri cari. È una funzione vicaria che sostituisce alcune mancanze del sistema pubblico, trasformando l’abitazione in un presidio sanitario permanente.
Perché si parla di “generazione sandwich”
La definizione richiama la condizione di chi si trova schiacciato tra due fronti di responsabilità: da un lato i figli, dall’altro genitori anziani o familiari fragili. È una fascia d’età – prevalentemente tra i 40 e i 60 anni – su cui si concentra l’indagine l’indagine lanciata da VareseNews e che sta raccogliendo numerose risposte. All’interno di questo perimetro si colloca anche il tema del caregiver familiare: un ruolo spesso assunto in modo informale, senza tutele adeguate, con effetti concreti sulla vita personale e professionale di chi lo svolge.
Dalle prime 180 risposte raccolte emerge infatti, con sempre maggiore evidenza, la profonda solitudine di chi cura. Non si tratta di una sensazione passeggera, ma di un dato raccontato da decine di persone come una condizione inevitabile: chi assiste finisce spesso per trascurare il proprio stato di salute, creando un paradosso dove persone fragili sostengono chi è ancora più fragile. È la fatica di chi “sparisce” nel mezzo dei propri doveri, mettendo in pausa la propria vita per non interrompere quella degli altri.
In questo primo approfondimento,, analizziamo come la dedizione della “generazione sandwich” stia presentando un conto molto alto in termini di salute.
Quattro storie che fotografano questo punto di rottura
La doppia fragilità (Malnate – Donna, 51-60 anni)
«Io invalida con 4 interventi chirurgici di tumore renale,mio marito invalido con legge 104 e accompagnamento, dentro e fuori dagli ospedali e con i vari ricoveri abbiamo bisogno di un’ infermiera per la notte: nonostante l’aiuto di mia che ha un bimbo piccolo e lavora. Servizio infermieristico domiciliare con fisioterapia e igiene personale tramite i servizi sociali di Malnate ma nonostante tutto, sono quella che sgobba maggiormente giorno e notte perché mio marito non può essere lasciato solo per le numerose cadute e problemi cerebrali con Parkinson. Non ho un giorno libero se non l’ ora con la presenza dell’ infermiera a casa».
Schiacciata dal senso di colpa (Varese – Donna, 40-50 anni)
«Mi sento sospesa tra doveri che non ammettono pause. Sono madre, figlia, moglie, professionista. Ogni ruolo richiede presenza piena, forza, lucidità. Ma dentro mi sento divisa. Le mie figlie crescono e io ho paura di perdermi pezzi della loro vita, perché il lavoro mi chiede responsabilità e fermezza, e i miei genitori anziani hanno bisogno di cure, attenzioni, decisioni continue. Trovare qualcuno di davvero affidabile a cui affidare chi ami è una lotta costante, e questo significa non staccare mai davvero la mente. Anche quando sono in ufficio penso a casa, e quando sono a casa penso a tutto quello che non sto facendo altrove. Vivo con un senso di colpa che cambia forma ma non mi lascia mai: verso le mie figlie per il tempo che non riesco a dare, verso i miei genitori quando mi sembra di non fare abbastanza, verso il mio lavoro quando la stanchezza mi rende meno performante. Mi sento spesso inadeguata, come se non fossi abbastanza in nessuno dei ruoli che ricopro. E nel mezzo, io sparisco. Non c’è tempo per me, per respirare, per fermarmi, per ascoltare cosa sento davvero. È una fatica silenziosa, che porto avanti ogni giorno cercando di essere forte per tutti, mentre dentro mi sento fragile e divisa».
La solitudine davanti alle istituzioni (Busto Arsizio – Donna, meno di 40 anni)
«In primis sono amministratrice di sostegno (con grande fatica fisica e psicologica) di un padre affetto da grave ludopatia. Non c’è nessun aiuto concreto da parte degli enti, non ho alcuna “agevolazione” a livello lavorativo perchè non è a tutti gli effetti un malato se così lo si intende (dal mio punto di vista invece si tratta di un Malato con la M maiuscola e in grassetto), quindi non posseggo i requisiti per una legge 104 o altro. Sono anche mamma di un ragazzino affetto da Sindrome di Tourette, che assicuro essere NIENTE in confronto alla ludopatia. Di fatto però siamo sempre in ballo con costanti visite neurologiche e neuropsichiatriche (con conseguente richiesta di continui permessi per assentarmi dal mio lavoro), sedute di fisioterapie e sedute settimanali di psicoterapia in uno studio specializzato di Milano (gli unici due studi specializzati “in zona” per noi, sono a Milano). Per questa situazione ho fatto richiesta di poter ricevere la legge 104 per poter usufruire delle ore di permesso senza dover prendere sempre ferie, ma non me l’hanno concessa. Ogni settimana mi trovo quindi nella condizione di dover continuamente chiedere permessi e/o ferie per cercare di tenere insieme un ritmo di impegni che è a dir poco insostenibile, senza considerare il famoso carico mentale di cui tanto si parla.».
Il debito di salute (Gallarate – Donna, oltre i 60 anni)
«Padre e madre con malattie degenerative importanti, figli con attività che impegnano per grande parte della giornata e hanno necessità di collaborazione e a volte aiuto economico. Sono andata in pensione appena ne potevo usufruire, ma avrei continuato. Sono vedova dall’età di 40 anni, ora mi sto ammalando seriamente e vedo un futuro tutt’altro che sereno. Gli aiuti sia nel pubblico che nel privato (con rette impossibili da sostenere) sono davvero difficili, capire cosa fare, burocrazia esasperante, sostegno molto professionale, ma liste di attesa infinite. Purtroppo le energie non sono altrettanto infinite».
Il racconto continua
Frammenti di vita che confermano che il “carico di cura” non è solo un numero, ma un impatto diretto sulla salute, sul lavoro e sulle prospettive di vita di chi assiste. Vuoi raccontarci anche tu la tua storia? Bastano tre minuti: le vostre risposte ci permetteranno di costruire una mappa del carico di cura nel Varesotto.
L’EVENTO A MATERIA
La stagione delle “schiacciate”. Racconti e riflessioni sui cinquant’anni delle donne
Un incontro con Laura Turuani, psicoterapeuta nel centro Minotauro, per presentare il suo libro Le schiacciate. Vivere i cinquant’anni a testa alta tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Edizioni Solferino. Un racconto lucido e partecipe delle donne intorno ai cinquant’anni, strette tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Storie vere che parlano di stanchezza, perdita e iper-responsabilità. Ma anche di consapevolezza, solidarietà femminile e nuove possibilità di equilibrio.
A questo tema è dedicato l’incontro con Laura Turuani, in programma il prossimo 26 marzo alle 21:00 a Materia di Castronno. Prenota qui il tuo posto.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Vezio su Ex Aermacchi Varese: lavori, vincoli, futuro. Ecco lo stato reale del cantiere e i prossimi passi
Guido30 su Lo sfogo di una madre di Gavirate: "È vietato giocare nei boschi?"
Antonio Siniscalchi su Il vento abbatte un enorme albero su via Caracciolo a Varese: strada chiusa
Gianlu su Gli specialisti del motocross d'epoca si sfidano per due giorni sulla pista della Malpensa
Emapalu su Riccardo Dalola in volata conquista la 57ª Varese-Angera
Gianlu su Riccardo Dalola in volata conquista la 57ª Varese-Angera









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.