Fumata nera per Malpensa Fiere
La Camera di Commercio respinge ai mittenti la proposta degli enti locali
| Si è cercato di salvare capre e cavoli, ma non è più possibile. Questo il succo degli ultimi sviluppi della vicenda che lega la Camera di commercio, alcuni enti locali e il Polo fieristico di Busto Arsizio. La Giunta dell’Ente camerale ha bocciato all’unanimità la proposta inviata nei giorni scorsi dalla Provincia di Varese e firmata dal suo Presidente e dai sindaci di Gallarate e Busto Arsizio. Una proposta che di fatto non rispettava quanto richiesto dalla Camera di commercio, dopo che la Giunta sulla questione aveva ricevuto un mandato preciso da tutte le associazioni rappresentate nell’Ente camerale. Nel merito gli amministratori avevano proposto di entrare nel consiglio di amministrazione della nuova società con un delegato ciascuno. La Camera ne avrebbe nominati cinque e il sesto sarebbe stato concordato tra il Comune di Busto e l’Ente camerale. La ragione della proposta è legata al diverso peso tra le tre amministrazioni. Busto ha complessivamente sborsato circa sette miliardi per il centro fieristico. Gallarate e Provincia seicento milioni. Ovvio quindi che il sindaco Tosi, per quanto faccia buon viso, non può non far valere la propria posizione. Del resto la Giunta della Camera di commercio aveva detto a chiare lettere che questo problema era serio. Esiste infatti un preciso contratto tra Busto e l’Ente camerale e da piazza Monte Grappa si è sempre affermato che occorre onorarlo e chi, come Gallarate si è svegliato solo all’ultimo, non può avanzare pretese. La Camera di commercio ha posto con fermezza il principio della propria autonomia respingendo l’attacco non più tanto nascosto delle forze politiche. La scelta di non accettare una proposta, che di fatto cercava di accomodare tutto per non far "dispiaceri" a qualcuno, è in piena coerenza con quanto fin qui affermato dai vertici dell’Ente. Ora restano una manciata di ore per risolvere una crisi che si fa davvero pesante. È stato detto a chiare lettere che non si può aspettare perché ci sono incombenze che non ammettono deroghe. Tra queste il finanziamento di 12 miliardi da parte di Bruxelles e le prime iniziative già previste per i primi mesi del prossimo anno. Se non si troverà una nuova soluzione tornerà valido quanto già deliberato dalla Giunta camerale: cinque consiglieri scelti dall’Ente economico e uno ciascuno per Busto Arsizio e la Provincia in rappresentanza del territorio e dei comuni minori. |
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