“Il silenzio di Gilli: non è il momento di stare zitti”
Il consigliere comunale di minoranza di Una città per tutti, Roberto Guaglianone riflette sulla situazione saronnese in clima di guerra
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riceviamo e pubblichiamo Care concittadine, cari concittadini, chi vi scrive questa lettera è – ancor prima che un consigliere comunale – un giovane di poco più di trent’anni, sposato e con una figlia di un anno e mezzo. Vorrei proporvi alcune mie riflessioni su quello che sta succedendo nel mondo da un mese. Da cittadino, ancor prima che da ‘politico’. Come moltissimi, ho da subito condannato il folle atto di terrorismo alle Torri Gemelle di New York. In quella ‘lettera ai saronnesi’, però, esprimevo anche alcune preoccupazioni sulle possibili conseguenze di quel gesto, viste le dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti che sentivo fare al presidente Bush. Diceva che la risposta sarebbe stata una guerra lunga e condotta su scala mondiale. Ho pensato molto a mia figlia, dopo aver sentito quelle parole. Ho pensato al suo futuro, a quello mio e di mia moglie in un modo in stato di guerra permanente. Mi sono tornate in mente le descrizioni che delle guerra faceva mia nonna: andare a lavorare sotto i bombardamenti, il rumore infernale delle bombe sganciate dal cielo, la vita di tutti appesa a un filo. E l’odio verso il ‘nemico’, la limitazione della libertà di esprimere il proprio dissenso dalla partecipazione del proprio paese ad una carneficina. Poi, dopo l’11 settembre, c’è stato il 7 ottobre. Uno stato indicato come nemico e il suo popolo sottoposto ai bombardamenti, che sono intelligenti solo nelle favole di qualche generale. Un popolo di persone ridotte all’analfabetismo e alla povertà, già stremato dall’invasione sovietica e dalla dittatura integralista dei ‘talebani’. Un popolo arabo e musulmano gettato ancor di più nelle mani dei fanatici come Bin Laden, elevato al rango di leader militare dagli attacchi anglo-americani. Una campagna di odio fondata sull’ignoranza dell’Islam, della confusione tra arabi e musulmani, sul razzismo strisciante contro i migranti. A Saronno si sono viste cose vergognose: le scritte ingiuriose fuori dai negozi islamici non vi ricordano quelle antiebraiche nella Germania nazista? Sono preoccupato. Il clima ‘umano’, oltre che politico, sta degenerando. Sto pensando al ruolo di un sindaco in questi frangenti, indipendentemente dal suo colore politico, ma solo nel suo ruolo di ‘capo’ nella comunità. Sto pensando al silenzio di Gilli nel consiglio comunale dove si è discussa la mozione sugli attentati, dopo che nella riunione preparatoria gli si era affidato un intervento conclusivo. Non si può, non si deve stare zitti, in questi momenti. Eppure, non una reazione di sdegno nei confronti di episodi antiarabi e antiislamici che infangano l’immagine della nostra comunità che vuole dirsi civile. In situazioni estreme come la guerra non esistono mezze misure, posizioni ‘grigie’: o si sta con o si sta contro il conflitto. Il silenzio pesa più che mille parole, lasciar accadere i fatti vuol dire esserne complici. Lo dico prima a me stesso, che ai politici e a tutte le cittadine e i cittadini di Saronno. Quale futuro vogliamo per noi, la nostra città, il nostro paese? Quello che ci propone la guerra, quello dell’incertezza quotidiana, che cerchiamo di allontanare con forze dell’ordine e inutili sistemi di sicurezza? O quello del tentativo di costruire una città capace di includere, non di escludere, idee e culture; capace di conoscere persone diverse e di farsi conoscere nella propria identità, pensando che dalla reciproca ‘contaminazione’ si può solo migliorare tutti insieme? Io sto da questa parte. E voi? Scrivetemi, in via Caduti Liberazione, 15. Roberto Guaglianone |
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