Tangentopoli, ecco le richieste. Per Facchini (17 anni), la più severa

Il pm Abate ha chiuso la sua requisitoria. Sollecitate pene anche per esponenti dell’ex Pci e della Lega

La richiesta più severa è per Carlo Facchini, 17 anni, ex plenipotenziario del Psi. Seguono tutti i protagonisti della prima repubblica a Varese, compresi gli ex comunisti ma anche due rappresentanti della Lega; con la richiesta di condanna è giunto a una svolta importante questa mattina il processo tangenti di Varese: il sostituto procuratore Agostino Abate ha chiuso la sua maratona oratoria chiedendo condanne complessive per quasi due secoli di carcere e chiosando la requisitoria con alcune considerazioni molto severe. 

Quasi due secoli di carcere, come detto, per un giro di tangenti che, approssimato molto per difetto, Abate stima sia stato di 62 miliardi. «Ma meglio sarebbe dire 62 mila milioni – ha sottolineato il pm – perché questo è l’ordine di grandezza a cui sono abituati i lavoratori e i cittadini onesti». Nessuna possibilità di attenuanti generiche: «chi riveste un ruolo pubblico deve avere il dovere dell’incensuratezza» ha detto ancora il magistrato che poi, per motivare la pesantezza delle condanne ha citato una sentenza del tribunale di Varese nei confronti di un imputato già condannato in un processo a parte: «è stato detto che in queste circostanze è stato fatto strame del giuramento di fedeltà alla Repubblica, in totale spregio delle regole di convivenza e moralità». Via dunque alla girandole di richieste, le più pesanti delle quali hanno riguardato i big della politica a cavallo degli anni ’80 e ’90 accusati, oltre che di corruzione e concussione anche di associazione per delinquere: avrebbero cioè organizzato managerialmente il pagamento delle tangenti. 

Dei 17 anni di Facchini s’è detto; "solo" 10 anni e 10 mesi sono stati sollecitati per il suo alter ego nella Dc, l’ex senatore Augusto Rezzonico, mentre 13 anni e 10 mesi pendono sul capo di Antonio de Feo, che succedette a quest’ultimo alla guida dello Scudocrociato provinciale. 
Molto severa la richiesta per i due ex sindaci di Varese, il socialista Luciano Bronzi (12) e il democristiano Maurizio Sabatini (11). Sempre nel gruppo principale fanno parte l’ex deputato Dc Paolo caccia (10 anni e 10 mesi) l’ex assessore dc Enrico Broggi (8 e mezzo) gli esattori delle tangenti Giuseppe Bernacchi (10) e Nicola Di Luccio (13). Come si sa l’inchiesta ha investito anche esponenti dell’ex Pci: Abate ha chiesto 8 anni e 10 mesi per l’ex deputato Luigi Mombelli, 5 anni e 10 mesi per Pino Merra, 5 anni per Angelo Basilico, il segretario che traghettò il partito dalla falce e martello alla quercia. 

Per quanto riguarda la Lega, richieste molto basse (ma sono state contestate solo violazioni fiscali): un anno e 3 mesi all’attuale consigliere comunale di Varese Giuseppe Leoni, altrettanti all’ex tesoriere Alessandro Patelli (oggi vicino a Forza Italia). L’elenco degli imputati (in totale sono 79) comprende sindaci e amministratori di comuni limitrofi a Varese, professionisti, imprenditori. Tra questi ultimi spiccano i nomi dei fratelli Pisante del gruppo Acqua (4 anni ciascuno), di Gianluigi Milanese (6 anni e 10 mesi) di Mario Squizzato (5 anni e mezzo), di Ugo Fossati ed Emilio Sordi (4 anni e 10 mesi), di Adriano e Sandro Polita (tre anni e 2 mesi). 
Nessun imputato ha beneficiato di richieste d’assoluzione, per qualcuno è stata dichiarata la prescrizione; sono tutti personaggi minori o poco noti, con l’unica eccezione dell’imprenditore Enrico Somma. 
La sentenza è prevista per la prossima primavera.

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Pubblicato il 19 Dicembre 2001
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