Albergo al posto della Manifattura I dubbi del Centrosinistra
La trasformazione della storica fabbrica e il cambiamento dell'aspetto del paese non convincono le opposizioni
| Precisiamo la posizione del ns. gruppo consiliare riguardante l’Albergo alla ex Manifattura
L’argomento portato in discussione nel C.C. di Ferno del 20/12/2001 era "Adozione del PII (Legge 9/99) relativo agli interventi presentati dalla Manifattura Spa di Ferno e dall’immobiliare Ferno Srl e contestuale variante urbanistica, ai sensi della Legge 23/97". Con tale provvedimento (portato a conoscenza dei capi gruppo e della Commissione Consiliare solo il 6 dicembre 2001) sono stati approvati, col voto contrario delle minoranze, sostanzialmente due interventi, a fronte dei quali i privati, in accordo con l’Amministrazione Comunale, realizzeranno alcune opere pubbliche a scomputo dei dovuti oneri di urbanizzazione. Il primo intervento riguarda l’area su cui sorge la Manifattura di Ferno-Borgomaneri (che ha cessato l’attività a fine luglio 2001 !!!), area a ridosso del centro storico di Ferno, di circa 14.000 mq. con un volume esistente di circa 57.000 mc.. Il PRG consente, a determinate condizioni, la trasformazione d’uso ad attività direzionali e commerciali; in alternativa sono consentite la demolizione e la riedificazione con P.P. e con volume massimo di 6.920 mc. (con le destinazioni consentite per il nucleo di antica formazione e massimo due piani) e la cessione gratuita minima di aree a standard di 6.500 mq. Il secondo intervento riguarda lo stralcio di 14.800 mq. da un’area di complessivi 112.000 mq. destinata dal PRG a "Zone di espansione, industriali ed artigianali" che, onde evitare fenomeni speculativi, lo stesso PRG stabilisce che gli interventi si attuano tramite il Piano per gli Insediamenti Produttivi di iniziativa pubblica (PIPia). Nel merito degli interventi: In merito al primo intervento, sostanzialmente, grazie ad un parere legale, viene assimilata la destinazione d’uso alberghiero all’interno delle funzioni direzionali e commerciali (previste dal PRG per la trasformazione d’uso) e, quindi, viene autorizzato un albergo di 370 camere per un volume di circa 65.000 mc.. Con questa scelta il valore edificatorio dell’area passa da 1,4 a 12 miliardi. Avremmo avuto diverse domande da formulare al legale che ha redatto il parere ma, nonostante le assicurazioni del Sindaco Colombo, lo stesso non si è presentato in Commissione e neppure in Consiglio Comunale. E’ doveroso aggiungere che la funzione alberghiera è prevista dal PRG in altra zona del territorio comunale (comparto B), periferica ed ugualmente vicina alla stazione ferroviaria. Nonostante il pochissimo tempo avuto a disposizione per l’esame della proposta (14 giorni tra il passaggio in Commissione ed il Consiglio Comunale), che cambia definitivamente l’aspetto del Paese, senza alcuna seria ed approfondita discussione e possibilità di formulare proposte (i giochi erano già fatti), abbiamo suggerito al Consiglio Comunale che l’Amministrazione si faccia carico di una permuta di aree: l’Amministrazione mette a disposizione dell’operatore che intende realizzare l’albergo l’area sufficiente nel comparto B, in cambio della cessione dell’area della Manifattura. In definitiva, se si vuol realizzare l’albergo, lo si faccia in una zona adeguata, senza stravolgere il Paese e senza creare inevitabili, ulteriori e duraturi disagi alla popolazione. In merito al secondo intervento, autorizzando il privato a costruire 4 capannoni su 14.800 mq. stralciati dall’area complessiva di 112.000 mq. destinata ad iniziativa pubblica, viene vanificato l’intendimento del PRG di evitare fenomeni speculativi, soprattutto nei confronti dei proprietari delle aree. Nel merito della procedura: Poiché abbiamo forti e motivate riserve in ordine al provvedimento adottato, abbiamo chiesto che sullo stesso venisse espresso il parere di legittimità da parte del Segretario Comunale (norma prevista dal Regolamento), in ordine alla procedura utilizzata (Legge 23/97) ed in ordine alla certificazione della regolarità tecnica della deliberazione (attestata da un non laureato). Anche questa volta il Sindaco ha respinto la richiesta, come aveva già fatto in passato per il provvedimento col quale venivano vendute alcune aree a standards dopo averle trasformate in edificabili. A fronte di tutto ciò abbiamo espresso voto contrario sull’argomento in questione Abbiamo chiesto copia integrale della deliberazione, con i relativi allegati, al fine di presentare le necessarie osservazioni (che verranno sistematicamente bocciate) prima dell’approvazione definitiva, e per valutare quali iniziative prendere. E’ il caso di ricordare che ogni cittadino può presentare osservazioni entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della deliberazione. Per il Gruppo Consiliare del Centro Sinistra per Ferno: |
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