«Gli operatori ci sono, ma si vuole appaltare ai privati»

Varese provincia - Il sindacato Rdb contro la privatizzazione dei servizi di assistenza

«Gli infermieri ci sono ma le direttive regionali oramai impongono di dare l’assistenza domiciliare in appalto ai privati». Atto d’accusa contro la sanità regionale. Secondo il sindacato di base Rdb la privatizzazione di alcune prestazioni è da bocciare. Motivo? La cessione in appalto dei servizi di assistenza e prevenzione peggiora la qualità per i cittadini, deprime le professionalità presenti nel pubblico e costa troppo. Le proteste per il dubbio funzionamento dell’assistenza domiciliare in appalto sarebbero lo specchio di una situazione preoccupante. Di questo sono convinti Marcello Siviero e Ivana Graglia della Rdb, il sindacato autonomo aderente al Cub che ha presentato un esposto alla magistratura sulla vicenda .
«Le direttive regionali impongono di dare in appalto servizi che prima erano gestiti dall’Asl e in cui i privati fungevano solo da supporto per colmare le esigenze» spiegano. «Ora, questa procedura, nel caso dell’assistenza domiciliare, ha creato gravi disservizi ai cittadini e ai lavoratori che rischiano di essere coinvolti in un taglio di personale».
La Rdb cita a sostegno di questa tesi il caso del paventato trasferimento di fisioterapisti dall’Asl all’azienda ospedaliera, come sintomo di un malessere da parte dei lavoratori. I sindacati rappresentati nelle Rsu in dicembre si erano detti contrari alla chiusura del servizio di fisioterapia, nonostante i bisogni dei cittadini e la carenza di personale nei distretti. Un esempio, secondo la Rbd, di come la Asl stia risparmiando sui costi interni a favore del privato.

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Pubblicato il 14 Gennaio 2002
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