Migliorare Borsano con i soldi dell’Accam

Risarcire Borsano con un intervento sull'ex comune. Questa è la richiesta del Sindaco all'Accam, ufficializzata nei giorni scorsi. Per i comitati si tratterebbe di un palliativo

L’Accam potrebbe risarcire il quartiere di Borsano. La richiesta ufficiale è stata fatta dal sindaco Gianfranco Tosi nei giorni scorsi. Lo ha dichiarato il sindaco nell’ultimo consiglio comunale, subito dopo che la sala consiliare aveva ospitato la protesta dei cittadini di Borsano. Ora toccherà al Consorzio che gestisce il termodistruttore situato nel quartiere periferico della città valutare eventuali ipotesi per intervenire sulla riqualificazione di un edificio che potrebbe essere utilizzato dagli abitanti del quartiere. L’edificio sottoposto all’attenzione del consiglio di amministrazione nei mesi scorsi, come ha spiegato Tosi è l’ex comune di Borsano, per il quale è stato chiesto di attuare un preciso intervento di ristrutturazione. La stesso intervento sull’ex comune è già stato inserito nel bilancio di previsione approvato l’altra sera in consiglio comunale. Non è l’unico intervento sul quartiere inserito nel suo piano delle opere per i prossimi anni. Il completamento dell’area verde del Campone, la sistemazione di Piazzale Toselli, figurano infatti fra le voci delle uscite del comune. 

In altri tempi forse questa notizia sarebbe stata meglio accolta dal Comitato ambiente e inceneritore che è stato protagonista venerdì sera di una protesta sull’inquinamento dell’aria. Dopo la loro manifestazione e durante l’emergenza ambientale è parsa al portavoce del Comitato Franco Gorletta un palliativo. Anche se quella dell’ex comune apparteneva già ad una lunga serie di richieste che Borsano ha rivolto da tempo a Palazzo Gilardoni. Un pacchetto di interventi che ha come suo primo obiettivo quello della salute dei cittadini, ha ribadito Gorletta. «Per ora è solo una proposta, un’intenzione, se si trasformasse in fatti, potrebbe rappresentare un buon inizio». Ma è ancora lungo l’elenco delle richieste per migliorare, come richiedono i comitati, la qualità della vita di questo e di altri quartieri periferici. Il funzionamento delle altre centraline, piste ciclabili e sistemazione delle vie principali che portano al termodistruttore dell’Accam e oltre agli interventi materiali ci sono poi le richieste di una razionalizzazione dei traffici dei mezzi verso l’Accam, una valutazione di impatto ambientale per gli effetti del funzionamento dei due forni e conoscere le sorti del piano provinciale dei rifiuti. «È tempo di sapere dove sarà collocato il secondo inceneritore del nord ed tempo di pensare ad un piano serio per spostare in un’altra zona l’inceneritore dell’Accam» ribadisce Gorletta. Forse i portavoce dei comitati hanno potuto saperne di più durante il forum organizzato dalla redazione bustese di Prealpina, a cui hanno partecipato insieme ai rappresentanti della Provincia, Regione e Comune. 

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Pubblicato il 28 Gennaio 2002
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