«Non è il momento giusto per piangersi addosso»
La lettera - Barcucci di Legambiente si rivolge ai Sindaci dei comuni del Sempione. Con il Malpensa Express si risolve il problema del traffico
Al Sindaco di Busto Arsizio, ai Sindaci di Castellanza, Ferno, Lonate Pozzolo, Rescaldina, a Legambiente Lombardia, e ai Sindaci dei Comuni limitrofi.
Non durante questa recente emergenza Mal’Aria dell’area del Sempione è il momento giusto per piangersi addosso. D’altronde non è giusto farle per nessuno, in special modo per un Sindaco, le lamentazioni sterili. Le terribili PM 10 non concedono tregua, e solo attraverso azioni decise si potrà mitigarle. Sconfiggere no, visto che già si prospettano opere autostradali, tangenziali, superstrade giorno dopo giorno, senza soluzione di continuità. L’automobile è la nostra seconda, o ennesima, casa. Troppi interessi diffusi sostengono il monopolio delle quattro ruote. L’articolo 54 del Testo Unico degli Enti locali (L. 267/2000) prevede poteri ai Sindaci, nei casi di grave inquinamento, che possono modificare gli orari di negozi, scuole e pubblici esercizi, oltre ai pubblici uffici. Naturalmente essi hanno anche la possibilità, ex Art. 13, di sospendere la circolazione dei veicoli. Infatti, tra i compiti precipui di un Sindaco vi è la tutela della salute dei propri concittadini. Tuttavia l’ampia autonomia che il sindaco eletto direttamente ha, non può essere imposta dai suoi concittadini, in quanto egli è appunto dotato di arbitrio. Nella stessa legge è però ben evidente all’Art.9 il potere concesso alle associazioni ambientaliste di surrogare- oggi si dice "sussidiare"- il Comune e/o la Provincia in un genere di casi ben definito: richieste di risarcimento dei danni ambientali. In caso di successo, tali somme vanno agli enti sostituiti; in caso di parere contrario all’Associazione restano le sue spese legali, nonché quelle del citato in giudizio. Pertanto il lavoro dell’associazione è puramente volontario. Qui sta la questione. I nostri Comuni sono asfissiati, come e più di Milano. La ferrovia per Malpensa, con il bistrattato Malpensa Express, non fa fermate nelle nostre città. Di più. Prendere posto per Malpensa sul treno costa diciottomila lire ( posti a sedere occupati: 15 per cento!), ma lo stesso viaggio, in uno dei 150 pullman quotidiani – da Cadorna e Centrale- costa ottomila lire! Voi cosa scegliereste di prendere, domando a tutti. Il cliente ha già deciso, ed anche prima dell’attentato newyorkese. Inoltre il Malpensa Express potrebbe aumentare la frequenza, oppure partire da Busto. O Saronno, Novara, Como. Le opzioni non mancano. Perché costringere gli utenti locali a prendere la propria auto od a farsi accompagnare? Dei quindicimila lavoratori dell’aeroporto almeno trecento ogni giorno userebbero il treno per l’aeroporto. Di quanti utenti occasionali si può realisticamente stimare l’uso del Malpensa Express nei nostri Comuni? Almeno duecento auto in meno dai comuni interessati dalla linea Ferrovie Nord Milano per l’aeroporto e per Novara. Questo è un vero danno ambientale. Cinquecento auto di troppo nelle nostre strade, ed anche settanta pullman, equivalenti ad altre trecento auto, come ingombro ed esalazioni atmosferiche nocive. Ottocento auto, quanto due inceneritori da quattrocento tonnellate, in emissioni. Signor Sindaco le chiediamo di citare per danno ambientale le Ferrovie Nord Milano. Se lei non passa alle vie legali è dovuto solo a Lei. I blocchi del traffico, qui dove il PM10 uccide e rovina la vita di migliaia di persone, le più esposte e deboli, atti palliativi. I responsabili hanno un nome, da tre anni in qua. Da quando il Malpensa Express transita nei nostri comuni, e da quando funziona l’aeroporto. Quest’ultimo è necessario, ottocento auto di troppo no assolutamente. Non pensiamo poi ai benefici dei nostri pendolari diretti a Milano. Non è difficile ipotizzare che con treni migliori per il capoluogo regionale anche Milano respirerà meglio. Altrimenti: con tutte le mie forze cercherò adesioni e denari. La causa è facile da vincere, secondo me, ma in Italia nulla è sicuro. Con trenta milioni saremo comunque in una tranquilla situazione. Per il Comune da Lei amministrato, una goccia nel mare. Ma sono stufo di sentire e leggere che verranno fatte pressioni a chi di dovere, come già successo. Ogni litro, dei tremila bruciati quotidianamente, di carburante costa ai suoi cittadini, che lavorano in brughiera e da qua viaggiano, molto di più. In carburante fanno due miliardi annui. E come costi sociali -sanità, tempo perso, incidenti, etc.- è un costo di un altro miliardo e mezzo di lire. Le passo la palla, fino al secondo tempo. Busto Arsizio, 22/01/2002, giorno di traffico a targhe alterne.
Andrea Barcucci,
Legambiente Busto Arsizio
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