“Picchi anomali”, subito una verifica
Polveri sottili alle stelle: amministratori sbalorditi, non altrettanto ambientalisti e comitati. Per definire l'origine della cappa di smog in programma un incontro con i tecnici dell'Arpa
Busto Arsizio, la città più inquinata d’Italia. La notizia è rimbalzata su tutti i media, anche nazionali e la triste maglia nera che si è aggiudicata la città con i picchi, da brivido, rilevati dalle centraline dell’Accam, hanno letteralmente spiazzato gli amministratori bustesi e fra i primi l’assessore all’ambiente Mario Rossini. «Le centraline hanno registrato in questi giorni picchi anomali, siamo in attesa di valutare questi dati con i tecnici dell’Arpa». Gli amministratori attendono quindi chiarimenti sui dati, e nel caso siano attendibili, si analizzerà l’origine a cui imputare l’elevato inquinamento dell’aria. Effetto Malpensa, o effetto aree industriali? L’assessore non si sbilancia a favore di nessuna ipotesi prima del consulto con i tecnici. Ma i dati rilevati dalla stazione dell’Accam pesano. E domani si riparte con le misure restrittive sul traffico veicolare. Si viaggerà come negli altri comuni lombardi a targhe alterne a cominciare da quelle pari. Si dovranno fermare invece le vetture non catalizzate.
Se gli amministratori sono rimasti spiazzati, non altrettanto gli ambientalisti. «Eseguendo un monitoraggio giornaliero sui dati, l’area del Sempione ed i particolare la centralina di rilevamento del PM10 di Busto Arsizio detiene in assoluto il record negativo regionale, record che per parecchi giorni di questo inverno ha superato abbondantemente il livello di allarme» lo scrivevano in un comunicato in occasione del primo blocco e non si trattava neppure della prima volta. «La centralina dell’Accam e quando funzionava quella di via Palermo hanno sempre rilevato concentrazioni molto elevate – ribadisce Stefano Marcora di Legambiente – spesso anche superiori a Milano, quello che ancora ci stupisce è la mancanza in questi anni di interventi efficaci, così come rimane allarmante il fatto che le centraline non rilevino il dato sul benzene altrettanto pericoloso».
Promette iniziative eclatanti il coordinamento dei comitati, che si riunirà questa sera, lunedì 21 per decidere le iniziative da intraprendere anche in occasione del prossimo consiglio comunale. «Le centraline hanno ripreso a funzionare correttamente da un mese – spiega Franco Gorletta, rappresentante del Comitato ecologico inceneritore e ambiente di Borsano – e questi dati sono attendibili, eccome». La causa della cappa di smog su Busto Arsizio? Per il Comitato la sua bella parte di responsabilità ce l’hanno le emissione dell’inceneritore Accam. Per questo nei giorni scorsi il coordinamento dei comitati aveva chiesto all’amministrazione comunale di sospendere, in occasione del blocco del traffico domenicale, l’attività del termovalorizzatore. Impossibile avevano risposto dal Comune. «Il risultato – conclude Franco Gorletta – è il triste record di città più inquinata che questi amministratori sono riusciti ad ottenere».
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