“Voto Lega, ma scendo in piazza”
Varese – Operaio, da oltre dieci anni iscritto alla Lega, non condivide le scelte del governo e di Maroni
Bandiera della Fim-Cisl tra le mani e una vita da leghista doc alle spalle. Alberto Marini da Montegrino Valtravaglia, 54 anni dipendente della Ghiringhelli, azienda metalmeccanica di Luino, è uno che sul carroccio ci è saltato più di dieci anni fa. Era il periodo di tangentopoli e la Lega raccoglieva grandi consensi anche tra i lavoratori. È stato consigliere comunale e ha fatto parte del direttivo del movimento. Oggi, con altri suoi colleghi di lavoro, si trova in piazza Monte Grappa per manifestare contro i provvedimenti del governo e il progetto di un ministro che è stato tra i padri fondatori del suo partito. Per un elettricista i cortocircuiti sono cosa all’ordine del giorno, ma secondo Alberto Marini questa battaglia non è politica, bensì strettamente sindacale. Perciò nessuna contraddizione, i cipputi del profondo nord possono vestire anche la tuta verde padania. «Io sono leghista, voto ancora Lega, ma non condivido i provvedimenti in materia di lavoro e pensioni presi da questo governo. Sono sceso in piazza perché sono un lavoratore e voglio far capire al ministro Maroni che sta sbagliando su tutta la linea. Il sindacato difende gli interessi dei lavoratori, a qualunque fede politica appartengano. Ci sono delle posizioni che non sono strettamente politiche, come si vorrebbe far credere, ma riguardano i diritti fondamentali dei lavoratori. Toccarli significherebbe porli in una situazione di svantaggio, una cosa inaccettabile. Il governo fa il suo lavoro e noi facciamo il nostro». Nel luinese la presenza leghista è massiccia e nelle aziende della zona molti degli iscritti al sindacato votano Lega. Per il delegato della Fim-Cisl di Besozzo, Giuseppe Marasco, non è stato facile far breccia nel feudo padano. «Ricordo ancora che Marini alle prime assemblee a cui partecipava era molto critico. Adesso ha cambiato atteggiamento, come del resto molti dei lavoratori che votano per il carroccio, perché ha riconosciuto il valore aggiunto del sindacato. Noi della Cisl abbiamo sempre ribadito che da una parte batte il cuore politico e dall’altra ci si batte per gli interessi dei lavoratori. Due cose ben distinte».
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