“A ridosso del confine”, un convegno promosso dall’Insubria
L'appuntamento è stato curato dalla facoltà di giurisprudenza dell'università di Como
| Nella relazione di apertura al convegno "A ridosso del confine", svoltosi oggi con grande successo di pubblico qualificato alla Facoltà di Giurisprudenza di Como, Giorgio Conetti ha delineato i talora complessi rapporti che si sono intrecciati attraverso il confine tra Italia e Svizzera, attraverso la visione esaustiva delle relazioni bilaterali intercorse tra i due paesi, in uno spirito di pacifica e amichevole collaborazione.
Pio Caroni si è soffermato su un capitolo quasi ignoto della storia della codificazione civile svizzera del 1907: le reazioni che questa ha suscitato in Italia. Il primo codice civile unitario svizzero (in precedenza, ogni cantone aveva il suo codice) costituisce una pietra miliare nella storia giuridica europea, perchè raccoglie le elaborazioni dottrinali più avanzate dell’epoca, inserendole nel contesto sociale e politico della democrazia svizzera, con la sua relazione il Prof. Caroni ha fornito dei momenti fondamentali per comprendere la scienza giuridica italiana tra l’800 e il 900. Ettore Dezza si è concentrato sui primi capitoli della storia dei codici; in una Europa sospesa tra le tensioni rivoluzionarie, l’ordine napoleonico e le reazioni conservatrici della Restaurazione, una notevole figura di pratico del diritto, l’avvocato lombardo Giuseppe Marocco, ha lasciato la propria impronta sul primo codice penale per il Canton Ticino. Con la relazione di Paola Viviani si sono affrontate le vicende più attuali e per certi versi brucianti della storia giuridica svizzera: il lungo e complesso processo che ha portato alla nuova costituzione federale, visto come esempio efficace di ingegneria istituzionale. L’attenzione è passata quindi a questioni di diritto privato, visto sia in prospettiva storica che riguardo a alcuni profili significativi del diritto vigente. Claudia Storti Storchi ha analizzato gli aspetti salienti nella storia della procedura civile del cantone di Ginevra, esempio notevole per l’elaborazione dottrinale e i rapporti con la cultura giuridica francese. Sempre nel campo del diritto processuale civile, Stefano Manetti, della scuola del prof. Caroni presso l’Università di Berna, ha esaminato le linee di fondo che portano all’elaborazione di un diritto processuale civile unitario per tutta la confederazione, a partire da esperienze e orientamenti dottrinali anche molto diversi. La lezione metodologica nello studio critico, in prospettiva storica, del diritto vigente, che è propria di Pio Caroni, è emersa anche nella relazione di Paolo Michele Patocchi, che attraverso l’esame dei principi che tendono ora a fornire una disciplina unitaria ai contratti internazionali, ha fatto luce su uno dei più notevoli tentativi di sintesi, a livello di norme vigenti, tra le due grandi tradizioni giuridiche del mondo occidentale: quella continentale (di "civil law"), che si esprime nelle grandi codificazioni civilistiche, a partire da quella di Napoleone, e nella matrice che tutte queste cercano nel diritto romano, e quella anglosassone (di "common law") consolidata attraverso l’evoluzione storica della giurisprudenza. Aldo Foglia ha infine svolto una riflessione che ha unito l’attenzione per la storia giuridica alla profonda conoscenza pratica del diritto vigente, attorno a un tema molto specifico e tecnico (i pegni immobiliari nel diritto svizzero), ma ricco di implicazioni teoriche. |
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