Giorgio Vicentini: un pittore a corte
Varese - Arte - Si inaugura giovedì 28 febbraio presso le sale del Castello di Masnago la mostra dell’artista varesino
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La mostra presso il Castello di Masnago raccoglie opere molto recenti realizzate tra il 2000 e il 2002. Si struttura in sette allestimenti che rappresentano sette interpretazioni diverse della salita al Castello. L’incontro con la fortezza è vissuta dall’artista nell’emozione più magica che il castello può suscitare. Una contaminazione tra pittura e scultura che invita il pubblico ad attraversare la sale una dietro l’altra e a scoprire cosa si nasconde oltre il muro «Vado al castello senza armi, o meglio con le mie armi. Non sono un cavaliere ma un pittore , mi presento in pace nel luogo di guerra e difesa per eccellenza. Giungo in un castello senza ponte levatoio, senza fossato, senza draghi, ma in un castello in festa».
Certo, lo conservo ancora nel mio studio, è un quadro molto cupo e si chiama “Il bosco del fauno”, vi sono molto affezionato e per me è come un bambino».
Un museo sulle palafitte. Ci ho pensato molto ed ho fatto molti schizzi dedicati alle palafitte. Mi piacerebbe vedere allestito un museo sul lago, una struttura leggerissima, non invasiva che riporti ai nostri antenati. La modernità del resto è solo il ricordo di cosa è stato prima. Si potrebbe chiamare Palafitta Museum, un luogo sull’acqua, un misto di storia e di modernità.
La mostra
GIORGIO VICENTINI: a CasteLLLo in sette scene
Chi è Giorgio Vicentini
Giorgio Vicentini è nato a Varese nel 1951. Nel 1974 abbandona gli studi di giurisprudenza per dedicarsi interamente alla pittura. Dagli anni settanta espone regolarmente in Italia e all’estero.
Tra i suoi principali interventi tematici degli ultimi anni si ricordano: Terra promessa, Museo Magasin, Grenoble, 1995; Amnesie del perimetro, Castello di Brunnemburg, 1996; Ecoute-moi, Parlamento Europeo, Strasburgo, 1997; Errori gravi, Galleria Arte 92, Milano, 1998; Proteggimi, Premio Lissone 1999; Non ho parole, Biblioteca Castello Sforzesco, Milano, 2000; Mattoni italiani, Studium Gallery, Venezia, 2000; Da Turner a Turrell, Galleria Arte 92, Milano, 2001; Giorgio Vicentini è presente nel volume Figure Astratte, a cura di Giovanni Maria Accame. Sue opere sono presenti nella collezione del Museo d’arte moderna e contemporanea di Varese e in raccolte private e pubbliche nazionali e internazionali.
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Vent’anni sono passati dall’ultima mostra allestita a Varese, venti lunghi anni che sembrano passati in un batter d’occhio. Giorgio Vicentini è sempre uguale a sé stesso, qualche anno di più ma accompagnato dal suo carattere vulcanico, dalla camicia macchiata di vernice e da un modo di leggere il mondo tutto particolare, dall’alto, dal basso da destra e da sinistra.
Ha mai sognato di cambiare città e dove le piacerebbe vivere?
Vicentini racconta questa sua esperienza con l’entusiasmo proprio dei bambini. Una realtà alla quale l’artista dedica molta attenzione, adora lavorare insieme ai più piccoli e con loro viaggia con la fantasia «Con i bambini sono molto serio. Gioco e mi diverto, non li reputo piccoli e riesco ad avere un rapporto molto bello. I bambini accendono il mondo, per loro è tutto falso o tutto vero, non vivono di compromessi e sono uno spasso». Ai più piccoli infatti Vicentini ha dedicato una intera sala della mostra, un allestimento di dodici mappamondi dove è rinchiuso l’universo di ciascuno, un luogo dove i bimbi potranno giocare, pensare e lavorare tra le opere d’arte».





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