Governo e Regione al capezzale di Malpensa
Vertice a Milano. Per l'università Bocconi, il declino dell'hub è da attribuire alla concorrenza anomala di Linate
Ottimismo dal presidente della regione Formigoni sul futuro ruolo di Alitalia a Malpensa. Così il numero uno del Pirellone ha commentato il vertice milanese con il ministro delle infrastrutture Lunardi per Malpensa. Quali soluzioni per uscire dalla crisi? E’ la domanda a cui hanno tentato di rispondere i rappresentanti degli enti riuniti oggi a Milano: Comune, Provincia, Sea e Alitalia. Una recente ricerca del Certet (centro economia regionale trasporti e turismo) dell’università Bocconi ha evidenziato il sostanziale fallimento del ruolo hub dello scalo, che perde passeggeri cedendoli ad altri hub europei più attrattivi per le compagnie aree.
«Sono le compagnie che fanno il mercato – spiega il professor Carlo Vaghi, uno degli autori dello studio – e la realtà è che a Malpensa alcuni vettori si trovano in difficoltà. Uno dei motivi della perdita di rotte è dovuta al ruolo di Linate e alla concorrenza anomala che si fanno i due aeroporti. Lufhansa e British Airways, per fare due esempi, utilizzano Linate per indirizzare il proprio traffico sui loro hub, e così Malpensa non decolla».
Uno degli argomenti che il territorio porta all’attenzione del governo è la possibilità di cedere gli slot di Alitalia ad altre compagnie, per garantire una crescita di Malpensa a prescindere dalla scelte "romanocentriche" della compagnia di bandiera. «Per risollevare Malpensa bisogna potenziare i collegamenti intercontinentali – spiega Vaghi – e questo può farlo solo Alitalia. Inoltre c’è un problema di legislazione comunitaria a riguardo». Lo stesso presidente Formigoni, nei giorni scorsi è sembrato disposto a lanciare un s.o.s ad Alitalia. «Se accetta di aiutarci – ha dichiarato – noi siamo disposti a confermare il suo ruolo di vettore di riferimento. Altrimenti si vedrà».
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