Malpensafiere: S.Anna per ora vede solo disagi
Disagi o opportunità? Che cosa porterà la nuova struttura al quartiere: le perplessità di Don Giancarlo Greco e del portavoce del Coordinamento dei comitati
Disagi od opportunità? Il polo fieristico di Busto Arsizio che sarà inaugurato sabato 23 non sarà solo una spazio espositivo. Sarà anche un centro polifunzionale, con tanto di sala congressi, spazi per proiezioni di filmati e iniziative culturali, ma anche i tre padiglioni utilizzabili per eventi sportivi. Insieme agli effetti indotti sull’occupazione, annoverati dalla Camera di Commercio fra i vantaggi per la città che ospita la nuova struttura, ci sono anche queste opportunità. Ma la comunità in Malpensafiere vede, almeno per il momento, solo uno spazio espositivo: padiglioni e uffici. E se si parla di effetti, traffico, maggiore inquinamento atmosferico e acustico, la fanno da padrone. Chi dovrà imparare a convivere con un corpo finora estraneo è il quartiere periferico di S.Anna. Situato fra le vie Fagnano, via per Cassano, i Cinque Ponti, la ferrovia e la superstrada di problemi per raggiungere il centro questo quartiere ne ha già fin troppi. Mai come quello di costruirsi una identità. Lo sa bene Don Giancarlo Greco, qui da sedici anni, dove ha lavorato per cercare di trasformare questa periferia, venuta su negli Sessanta e Settanta. Molti risultati sono stati raggiunti. Non si parla più di microcriminalità, ma molto c’è ancora da fare per ricreare un tessuto sociale da quello che era un quartiere dormitorio. La sua comunità Don Giancarlo la conosce bene e anche i timori della gente. Già due anni fa il progetto del polo fieristico aveva sollevato perplessità e ora questi dubbi non sono certo scomparsi. (Nella foto il polo fieristico visto dal quartiere di S.Anna)
Più drastico il portavoce del Coordinamento dei comitati, nonché presidente della Pro Patria Atletica Romano Pinciroli. «Zero opportunità, nessun posto di lavoro e nessun effetto indotto – dice – l’unica conseguenza si verificherà quando ci saranno le prime esposizioni e la maggior parte del traffico si troverà a passare per il quartiere di S.Anna, i cui abitanti non potranno più uscire di casa; la situazione peggiorerà quando inizieranno i lavori ai Cinque Ponti, e il traffico sarà deviato con tutta probabilità su via Palermo, senza contare i parcheggi, insufficienti, e che porteranno le macchine sulle strade». Quanto alla possibilità di utilizzare gli spazi per manifestazioni sportive se ne sa ancora poco o nulla, come spiega Pinciroli, che è anche presidente provinciale della Federazione di atletica, |
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Disagi od opportunità? Il polo fieristico di Busto Arsizio che sarà inaugurato sabato 23 non sarà solo una spazio espositivo. Sarà anche un centro polifunzionale, con tanto di sala congressi, spazi per proiezioni di filmati e iniziative culturali, ma anche i tre padiglioni utilizzabili per eventi sportivi. Insieme agli effetti indotti sull’occupazione, annoverati dalla Camera di Commercio fra i vantaggi per la città che ospita la nuova struttura, ci sono anche queste opportunità. Ma la comunità in Malpensafiere vede, almeno per il momento, solo uno spazio espositivo: padiglioni e uffici. E se si parla di effetti, traffico, maggiore inquinamento atmosferico e acustico, la fanno da padrone. Chi dovrà imparare a convivere con un corpo finora estraneo è il quartiere periferico di S.Anna. Situato fra le vie Fagnano, via per Cassano, i Cinque Ponti, la ferrovia e la superstrada di problemi per raggiungere il centro questo quartiere ne ha già fin troppi. Mai come quello di costruirsi una identità. Lo sa bene Don Giancarlo Greco, qui da sedici anni, dove ha lavorato per cercare di trasformare questa periferia, venuta su negli Sessanta e Settanta. Molti risultati sono stati raggiunti. Non si parla più di microcriminalità, ma molto c’è ancora da fare per ricreare un tessuto sociale da quello che era un quartiere dormitorio. La sua comunità Don Giancarlo la conosce bene e anche i timori della gente. Già due anni fa il progetto del polo fieristico aveva sollevato perplessità e ora questi dubbi non sono certo scomparsi.
«Il cittadino che abita qui – spiega Don Giancarlo Greco – percepisce questa nuova struttura come uno sconvolgimento della vita del quartiere, un elemento peggiorativo che avrà i suoi effetti sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento acustico per l’aumento del traffico. La nuova strada (via XI settembre nella foto in basso) ha inoltre sventrato l’ultimo polmone verde e boschivo della zona». E non è detto che il nuovo collegamento, che mette in comunicazione la via Fagnano e via per Cassano non peggiori il transito sul quartiere. Le prime verifiche ci saranno in occasione dei primi eventi espositivi, per ora le preoccupazioni restano. E gli effetti indotti. «Il quartiere sta morendo dal punto di vista commerciale». Don Giancarlo ci crede poco quindi, basti pensare che negli ultimi anni, in un quartiere in cui non vi è neppure una pizzeria o un ristorante, hanno chiuso parecchie attività. Per la precisione al trentuno dicembre dello scorso anno un piccolo supermarket, un negozietto e un fruttivendolo. Insomma sul quartiere non c’è certo l’interesse ad investire in questa direzione.
Le opportunità culturali sono un lato ancora poco conosciuto dagli abitanti del quartiere. «Una cosa è la progettualità sulla carta – continua il parroco di S.Anna – un’altra è la realizzazione concreta, ma sarà la storia a verificare le vere ripercussioni che possono eventualmente andare a pareggiare un bilancio che per ora si prevede negativo».





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