Operai colpiti da silicosi, Indagini della procura

Varese – Accertamenti su ex dipendenti di una cava di Cuasso. I responsabili: «Qui tutto in regola»

Silicosi: malattia polmonare che evoca polvere e sudore, fatica e morte. Sembrava una parola destinata ad essere relegata nelle pagine di un dizionario e invece un paio di casi di silicosi sono al centro di un fascicolo aperto dalla procura della repubblica di Varese. Erano state diagnosticate anni fa ai dipendenti di una cava di porfido di Cuasso al Monte, la “Bonomi” e ora la magistratura vuole accertare se l’insorgere di quella patologia è dovuta all’inosservanza di misure di sicurezza e prevenzione. I responsabili delle cava confermano di avere ricevuto circa un anno fa una visita a sorpresa da parte dell’Asl, che avrebbe prescritto loro l’introduzione di nuovi macchinari in grado di abbattere le polveri che si sviluppano con il taglio e la lavorazione della pietra. «Non ci risultano però casi di silicosi negli ultimi anni – affermano – può darsi che l’inchiesta faccia riferimento ad anni passati». Da quel che si è saputo uno dei due casi al centro dell’inchiesta riguarda un lavoratore già morto e un altro di 60 anni in pensione al quale però è stata diagnosticata la malattia. L’inchiesta sta muovendo i primi passi: partita da una segnalazione da parte dell’Asl di Varese, del fascicolo farebbe parte al momento solo la documentazione di carattere sanitario, non ci sono persone iscritte al registro degli indagati. Scopo delle indagini dovrebbe essere quello di stabilire un nesso di causa tra l’insorgere della patologia e le condizioni di lavoro nella cava.

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Pubblicato il 21 Febbraio 2002
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