Qualcosa di sinistra?

Varese – Una lettera risponde all'appello di un gruppo di elettori dell'Ulivo

Ho letto l’appello all’unità lanciato da alcuni affezionati e delusi elettori dell’Ulivo e ne sono rimasto colpito. Ma in senso negativo. I firmatari dell’appello non avanzano una proposta che entri nel merito dei contenuti e del programma, si limitano a criticare i metodi. Non propongono nemmeno una critica (o una autocritica) alle ragioni che hanno portato alla divisione dell’Ulivo varesino, e più in generale anche italiano. Non fanno neppure una riflessione più generale su quali siano (o debbano essere) gli elementi fondanti dell’Ulivo stesso, anche alla luce delle scelte (per me sciagurate) fatte proprio dai governi dell’Ulivo negli ultimi cinque anni: il sostegno a due guerre che hanno provocato migliaia di morti innocenti, le privatizzazioni selvagge, la distruzione di qualsiasi seria politica sociale, una legge sull’immigrazione che ha creato i lager stile via Corelli a Milano ed aperto la strada alla Bossi-Fini e così via continuando… Di fronte al ridicolo cui si stanno esponendo i partiti dell’Ulivo a Varese, escludono a priori la possibilità di scegliere qualcos’altro esterno a quella fallimentare esperienza. “Noi non saremo mai capaci di votare altro da ciò che rappresenta l’area dell’Ulivo” dicono. E non si chiedono se non sia invece il caso di fare, per citare proprio il Moretti tanto amato dai firmatari dell’appello, “qualcosa di sinistra”. Se gli affezionati ulivisti sono contro il Polo e la Lega, come dicono, e sono delusi dai loro beneamati partiti di riferimento, perché invece di fare i bambini imbronciati che gridano “non gioco più” non si impegnano a costruire qualcosa di concretamente alternativo alla destra, magari in collaborazione con quelle forze politiche e sociali che non si sono – volutamente – compromesse con il pantano dell’Ulivo ma che in città e in consiglio comunale fanno da un decennio seriamente e coerentemente opposizione? Forse perché gli ulivisti doc temono di “contaminare” la loro purezza di sinistra borghese e un po’ snob votando o lavorando con Rifondazione comunista? E’ per questo motivo che piuttosto che fare qualcosa di sinistra, con la loro astensione, favoriranno la destra?
Cordiali saluti
Ferdinando Giaquinto

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Pubblicato il 20 Febbraio 2002
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