Una nuova geografia giudiziaria per l’Insubria: ecco la “mappa”

Se ne è discusso alla Liuc. Questa la proposta

Questo è il documento, firmato dall’avvocato Mario Crespi,  che è stato inviato al Ministro Di Grazia e Giustizia, a Senatori e Deputati delle Province di Como, Milano,  Novara, Varese e Verbania, ai  Presidenti delle Giunte Regionali di Lombardia e Piemonte – Presidenti delle Giunte Provinciali di Como, Milano, Novara, Varese e Verbania – Sindaci dei Comuni di Abbiategrasso, Busto Arsizio, Como, Gallarate, Legnano, Milano, Novara, Rho, Saronno, Varese, Verbania – Presidente delle Corti d’Appello di Milano e Torino – Procuratori Generali delle Repubblica di Milano e Torino – Presidenti dei Tribunali di Busto Arsizio, Como, Milano, Novara, Varese e Verbania – Procuratori della Repubblica di Busto Arsizio, Como, Milano, Novara, Varese e Verbania – Presidente degli Orfini degli Avvocati di Busto Arsizio, Como, Milano, Novara, Varese e Verbania. 
Contiene la proposta "rivoluzionaria" di dare vita
 a una nuova sede di Corte d’Appello territorialmente competente sul "Tribunale network di Busto Arsizio-Gallarate-Legnano" oltre che sui Tribunali di Como, Novara, Varese e Verbania.
 L’idea ha già ottenuto il parere favorevole del presidente della Corte di Appello di Milano, Giuseppe Grechi. 

Perché una nuova geografia giudiziaria.

Da oramai oltre un anno sono numerosi gli interventi di chi ha voluto contribuire al dibattito sull’opportunità di ridisegnare la geografia giudiziaria, si voglia del solo altomilanese, si voglia della Lombardia occidentale, si voglia di un territorio ancor più esteso.
Da un esame comparativo di tutti gli interventi profusi e le proposte avanzate si può osservare come sia consolidata la condivisione dei principi generali cui fare riferimento per affrontare l’argomento.
Tutti coloro, senza alcuna eccezione, che hanno reso noto il loro pensiero hanno sostenuto che: 1) la riorganizzazione della geografia giudiziaria del nostro territorio è necessaria, 2) tale riorganizzazione deve essere attuata al fine di decentrare le competenze con l’intento di decongestionare le sedi dei principali uffici giudiziari collocati nei capoluoghi di regione, 3) la nuova organizzazione deve tener conto che una sede giudiziaria per poter funzionare con efficienza deve poter contare su di un numero di almeno cinquanta magistrati ed un proporzionato numero di personale di cancelleria.
Tutti hanno condiviso e condividono, insomma, che, ad esempio, un Tribunale come quello di Milano abbia dimensioni eccessive per garantire funzionalità organizzativa, mentre un Tribunale come quello di Busto Arsizio abbia a disposizione risorse umane troppo contenute per poter dare un servizio il migliore possibile.
Con questo non si vuole affermare che il Tribunale di Milano e quello di Busto Arsizio non funzionino, perché si sosterrebbe una tesi inveritiera, soprattutto confrontando queste realtà con altre sedi giudiziarie italiane, ma è al contrario vero che attraverso una miglior distribuzione delle risorse si potrebbero ottenere risultati più soddisfacenti.
Da un lato in sedi con competenze, mi si permetta, "elefantiache", come Milano, si corre il rischio che non tutti gli affari civili e penali possano essere trattati con ugual precisione, anche per problemi organizzativi.
Dall’altro lato nelle sedi cosiddette "secondarie" i magistrati non possono addivenire a quel grado di specializzazione che contribuisce ad aumentare la personale esperienza di ciascuno di loro per raggiungere risultati migliori e, ritengo, in minor tempo.
Mi spiego, se un magistrato avesse l’opportunità di trattare sempre o quasi affari riguardanti il medesimo settore del diritto civile, vuoi societario, di famiglia, delle locazioni, industriale, del lavoro o altro, potrebbe probabilmente conoscere meglio la normativa, la giurisprudenza e la dottrina di quella materia, potendo così elaborare provvedimenti probabilmente migliori e con minor dispendio di energie e di tempo.
Lo stesso può affermarsi per gli affari penali, con specializzazione nelle varie categorie di reati.
Questa impostazione, in una sede come quella di Busto Arsizio, dotata di un organico di soli 26 magistrati, con mansioni civili e penali, non è attuabile.
Altra problematica, non ultima per importanza, che mi preme evidenziare è quella inerente alla pratica impossibilità per quei magistrati che ricoprono funzioni di capi degli uffici (ad esempio i Presidenti di Tribunale) di occuparsi esclusivamente di affari giudiziari, essendo distolti da tale attività dalle vastissime competenze e responsabilità logistiche e finanziarie proprie di tali ruoli.

Il Tribunale Network di Busto Arsizio-Gallarate-Legnano

Tali considerazioni sono strettamente connesse a quelle riguardanti l’eventuale istituzione di una sede di Tribunale avente una competenza territoriale di gran lunga più estesa rispetto a quella che attualmente è del tribunale di Busto Arsizio.
Eventualità in cui credo molto e di cui sono convinto fautore, ritenendo inevitabile, come ho già avuto modi di dire, che sin dall’immediato futuro il territorio dell’altomilanese debba essere amministrato, sotto ogni punto di vista, con una visuale globalizzante, sfrontandosi da ogni sorta di campanilismo, si voglia comunale o provinciale, che di per sé solo sarebbe sufficiente a rendere vano ogni sforzo in proposito.
Solo tenendo in considerazione il nostro territorio complessivamente si possono meglio risolvere problemi, che, se presi in considerazione da prospettive solamente municipali, non possono trovare soluzione alcuna in quanto considerati solo parzialmente.
Questa riflessione, che ritengo valida per qualsiasi materia di competenza degli enti locali, si aggiunge all’altra già esposta per cui per pensare ad una struttura giudiziaria ben organizzata, funzionante ed i cui operatori siano messi in condizioni di svolgere le proprie mansioni nel modo più efficiente possibile, sia indispensabile una disponibilità di un numero di magistrati e di personale di cancelleria sufficiente allo scopo, che indicherei rispettivamente in cinquanta e cento.
Questo non si discute, come, purtroppo, non si discute nemmeno che senza un ampliamento di competenza territoriale qualsiasi richiesta di ampliamento degli organici rimanga lettera morta.
Da ciò consegue che per avere più operatori ci vuole più territorio; giusta o sbagliata che sia questa impostazione consolidata, bisogna accettarla e non illudersi di cambiarla.
Per questo motivo non me la sento di condividere le aspirazioni dei colleghi del legnanese ad ottenere un Tribunale di Legnano, che sicuramente migliorerebbe la situazione attuale, ma non costituirebbe la soluzione più idonea per i problemi che ci affliggono.
Sia ben chiaro, un Tribunale di Legnano farebbe comodo a tutti noi avvocati, evitandoci probabilmente più di una trasferta nella cittadella della giustizia milanese, con tutto ciò che questo comporta da un punto di vista di organizzazione e perdita di tempo, ma ritengo che al di là dei vantaggi per gli addetti ai lavori questo tipo di soluzione non garantirebbe miglioramenti per gli utenti della giustizia, proprio perché l’istituzione di una nuova sede di Tribunale, ma anch’essa di dimensioni contenute non porterebbe alcun vantaggio organizzativo globale.
E allora, non senza voler pensare alle udienze di trattazione telematiche, in fatto forse ancora lontane, ma prima o poi irrinunciabili, non si può che concludere per la necessità di ottenere quello che per tutti e non solo per noi avvocati può costituire una indispensabile base per migliorare le condizioni della geografia giudiziaria.
Per quanto sin qui riferito mi devo dichiarare dubbioso con riguardo a qualsiasi soluzione che preveda la istituzione di nuove sedi centrali di Tribunale, si voglia a Legnano o a Rho come si è sentito dire, e nel contempo assolutamente favorevole all’istituzione di un nuovo circondario di Tribunale territorialmente competente su quelli che oggi sono i "mandamenti" di Abbiategrasso, Busto Arsizio, Gallarate, Legnano, Rho e Saronno.
La mia proposta, inoltre e soprattutto, prevede una distribuzione tra le varie sedi, con riferimento quelle che possono offrire strutture più consistenti, di quelle che normalmente sono, in campo civile, le competenze della sola sede centrale, secondo uno schema che mi permetto di sintetizzare nella seguente tabella.

Competenze


Sede

Cognizione ordinaria

Fallimenti

Esecuzioni immobiliari

Separazioni e divorzi

Lavoro

Locazioni

Agraria

Busto Arsizio

*

   

*

*

Gallarate

*

 

*

   

Legnano

*

*

     

Mi preme sottolineare, inoltre, come così facendo non sarebbe giusto affermare, come si sente dire, che ad esempio Busto Arsizio dovrebbe rinunciare ai fallimenti o Legnano a separazioni e divorzi, in quanto il Foro sarebbe unico e la competenza comunque dell’interno circondario.
Per gli affari penali si potrebbe prevedere la istituzione di un collegio sia a Busto Arsizio, sia a Gallarate sia a Legnano, lasciando ad Abbiategrasso, Rho e Saronno quello che già adesso hanno, ma con il vantaggio di avere come interlocutori una Procura della Repubblica e un Ufficio del Giudice delle Indagini Preliminari sicuramente meno ingolfati di quelli milanesi e che a breve dovrebbero avere a disposizione spazi più consoni alla immensa mole di lavoro che debbono trattare.
Per verificare se la proposta sia percorribile si devono, infatti, tenere in considerazione, naturalmente anche le strutture che sarebbero a disposizione.
Busto Arsizio è in procinto di concludere l’edificazione del raddoppio del Palazzo di Giustizia e quindi problemi non dovrebbe averne, anche se, una volta consegnato il nuovo edificio è in programma la ristrutturazione di quello originario.
Gallarate, come ho già avuto modo di sostenere, suscitando un vero e proprio vespaio, così come appare assolutamente inidonea e sfido chiunque a sostenere il contrario.
Dagli amministratori della città, però, sono giunte rassicurazioni sul fatto che a breve l’intera palazzina di viale Milano potrà essere adibita all’utilizzo da parte degli uffici giudiziari, grazie al trasferimento in altre sedi sia della Galleria Civica sia del Commissariato, che, si badi bene, porterebbe ad avere a disposizione non più un piano e mezzo, ma ben quattro piani e mezzo, tenuto conto del sotterraneo che potrebbe ospitare un archivio finalmente degno del proprio nome.
Legnano è dotata di una struttura recente, allo stato del tutto sottoutilizzata, e che sarebbe certamente pronta a sostenere un incremento del carico di lavoro, seppur rilevante.
Per convincersi della assoluta necessita della istituzione di un nuovo circondario allargato e di unificare le competenze territorali come sopra prospettato basti pensare come, unico caso sull’intero territorio nazionale, tra le sedi principali del nuovo Tribunale ci sarebbe una distanza complessiva di poco più di dieci chilometri ed anche quella tra queste sedi e Abbiategrasso, Rho e Saronno sarebbe comunque limitata.

Corte di appello di Busto Arsizio

Per i medesimi principi esposti in apertura viene sentita la necessità dell’istituzione di una nuova sede di Corte d’Appello, già proposta da autorevoli rappresentanti politici e della magistratura, sia al fine di ottenere quel decongestionamento degli uffici ora esistenti, di cui si è detto, sia al fine di unificare, almeno da un punto di vista delle competenze giudiziarie un’area territoriale sicuramente accomunata da legami del passato (Insubria) e del presente (Malpensa).

I vantaggi derivanti dall’istituzione di una nuova Corte d’Appello sarebbero enormi soprattutto da un punto di vista di minor durata dei processi, in quanto gli affari pendenti sarebbero distribuiti anche ad una entità prima inesistente e, come è facile intuire, ciò ne ridurrebbe drasticamente i tempi.
Non mi dilungo oltre a spiegare i motivi dell’opportunità di prevedere l’istituzione di una nuova sede di Corte d’Appello, anche perché la paternità della proposta non è mia e non intendo in alcun modo prevaricarla.
Dal canto mio, però, voglio dare un contributo verso la realizzazione pratica di quei validissimi intenti più volte già esposti, ritenendo come il confronto sull’argomento sia arrivato ad un punto di maturazione da non poter attendere oltre per la sua attuazione.
E allora mi sento di poter proporre l’istituzione di una nuova sede di Corte d’Appello territorialmente competente sul predetto "Tribunale network di Busto Arsizio-Gallarate-Legnano" oltre che sui Tribunali di Como, Novara, Varese e Verbania.
Oltre a ciò propongo la candidatura di Busto Arsizio, quale sede della istituenda Corte d’Appello per tre ordini di motivi.
Busto Arsizio è già sede del Tribunale con maggiori pendenze tra quelle indicate e lo diventerebbe a maggior ragione con l’eventuale istituzione del "Tribunale network di Busto Arsizio-Gallarate-Legnano".
Busto Arsizio ha una posizione geografica di assoluta centralità nel territorio distrettuale che si verrebbe ad istituire.
Si otterrebbe così un radicale avvicinamento della sede della Corte d’Appello a quelle dei Tribunali di riferimento, attualmente ad una distanza a volte doppia e comunque sempre di gran lunga superiore, come illustrato nell’approssimativa tabella qui sotto, con gli immaginabili vantaggi sia per gli operatori del diritto sia per gli utenti della giustizia.

Sede di Tribunale

Distanza dalla attuale Corte d’Appello competente
(Milano o Torino)

Distanza dalla nuova Corte d’Appello di Busto Arsizio

Busto Arsizio-Gallarate-Legnano

30 km

0 km

Como

45 km

35 km

Novara

100 km

30 km

Varese

50 km

25 km

Verbania

130 km

80 km

Il Tribunale dei Minori, infine, potrebbe trovare idonei spazi nella Villa Manara, dislocata nell’omonima via.
Il Tribunale è, naturalmente destinato a trasferirsi nella nuova ala dell’attuale Palazzo di Giustizia, in avanzata via di realizzazione.
E’ da notare che tutte le sistemazioni elencate sarebbero dotate di capienti parcheggi, già esistenti o di cui sarebbe possibile la realizzazione per disponibilità di aree ed anche la facilità di accesso per la vicinanza al casello autostradale sarebbe garantita.

Il Court Manager

Riferivo in apertura della impossibilità per i capi degli uffici di dedicare il proprio tempo a funzioni giuridiche vere e proprie, a causa delle enormi responsabilità finanziarie e logistiche che pesano su di essi.
Ciò potrebbe essere evitato con l’istituzione, a livello nazionale del cosidetto Court Manager, che di tali competenze sarebbe investito, liberandone i magistrati a capo degli uffici, che non dovrebbero più occuparso, ad esempio, dell’approvvigionamento del materiale di cancelleria, piuttosto che degli arredi degli edifici.
Ad ogni modo, mi preme concludere evidenziando come, davanti ad una siffatta comunanza di principi ed intenti, non rimanga che unire le forze per trovare quella unitaria volontà politica, che rimane primaria per il raggiungimento degli obiettivi condivisi.

Avvocato Mario Crespi

Busto Arsizio ha, infine ma non in ultimo luogo, disponibilità strutturali, consistenti in edifici che nel giro di tempi brevi potrebero essere adibiti alla nuova destinazione.
In particolare, ritengo che la nuova Corte d’Appello non potrebbe trovare miglior collocazione che nel complesso dell’ex Calzaturificio Borri, recentemente acquistato dall’amministrazione comunale e situato a non più di duecento metri dall’attuale Palazzo di Giustizia.
La Procura Generale della Repubblica, unitamente alla Direzione Distrettuale Antimafia, si potrebbero collocare nella vecchia ala dell’attuale Palazzo di Giustizia, unitamente alla Procura della Repubblica, con una sistenazione logica ideale.
Il Tribunale di Sorveglianza potrebbe dare spazio ai suoi uffici nell’edificio, adeguatamente ristrutturato dell’ex carcere di via Zappellini, anch’esso poco distante dagli altri complessi.

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Pubblicato il 21 Febbraio 2002
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