Articolo 18, la petizione è on line
All'iniziativa della Cisl Ticino Olona si può aderire anche collegandosi al sito http://petizionearticolo18.cislticinoolona.org
| «Più tutele per tutti, il liberismo non porta né sviluppo ne pace sociale». E’ uno dei tanti commenti giunti via elettronica a sostegno della petizione al ministro Maroni su articolo 18 e nuovo Statuto dei lavori. La raccolta di firme è stata promossa dalla CISL del Ticino Olona e presentata ufficialmente nel corso dell’assemblea di quadri e delegati dell’organizzazione che si è tenuta sabato 9 al teatro Sociale di Busto Arsizio.
«Alcuni dei ministri del Governo Berlusconi vengono dalla provincia di Varese, così come molti Parlamentari. Con questa petizione vogliamo far sentire loro la nostra voce, i nostri no e i nostri si» precisa il Segretario Generale territoriale Luigi Maffezzoli. «Chiederemo al Ministro Maroni di incontrare una delegazione di nostri iscritti che porteranno le prime firme raccolte». Buona la risposta dei lavoratori all’iniziativa: «Stanno arrivando adesioni da tutte le province italiane – chiarisce Maffezzoli -è possibile sottoscrivere la petizione on line andando all’indirizzo http://petizionearticolo18.cislticinoolona.org». No, dunque, alle modifiche delle norme sui licenziamenti "L’articolo 18 tutela i lavoratori di aziende superiori a quindici dipendenti da licenziamenti ingiustificati" precisa il documento che prosegue: "rientra quindi nella sfera dei diritti individuali e non va confuso con le normative che regolamentano la flessibilità nelle prestazioni lavorative". «Di flessibilità, precisa il Segretario della CISL, ne parliamo da quasi vent’anni. Non la temiamo, ma non si deve trasformare in precarietà. Per questo chiediamo che le norme sull’articolo 18 vengano soppresse e che si avvii al più presto un negoziato». La petizione chiarisce anche i contenuti dell’ipotetica trattativa. Riforma degli ammortizzatori sociali: «Siamo il paese con il peggiore trattamento di disoccupazione, spiega Maffezzoli, oggi ad una minoranza di lavoratori meglio tutelati in caso di crisi aziendale ne corrisponde una maggioranza senza alcuna copertura sociale». Nuovo statuto dei lavori: "Vanno regolamentate, in particolare, le collaborazioni coordinate continuative – si legge sul documento – che spesso vengono utilizzate in modo improprio. ". «Oggi chi lavora con contratto di "co.co.co" ha solo doveri e nessun diritto, continua il sindacalista, vanno stabilite le possibilità di utilizzo delle collaborazioni, negoziate le tutele di base (contratto scritto, ferie e riposi, definizione del concetto di "equo compenso"), definiti i diritti alla contrattazione, alla rappresentanza sindacale, estese le protezioni previdenziali e assistenziali, penso, ad esempio alla maternità e alla malattia. Va, infine, negoziato con chiarezza il diritto, usufruibile, alla formazione continua, per garantire anche a questi lavoratori lo sviluppo professionale e l’occupabilità». La petizione accenna anche una riforma del sistema contrattuale: "che salvaguardi il contratto nazionale come strumento di garanzia e di tutela del potere d’acquisto ma che favorisca nel contempo uno sviluppo della negoziazione decentrata che meglio può cogliere le necessità dei lavoratori e sviluppare una maggiore democrazia industriale". Un no chiaro alla modifica dell’articolo 18 ma anche un si convinto all’avvio di una trattativa, Maffezzoli ribadisce la strategia della CISL: «Il sindacato è diverso dai partiti. Questi trovano il loro senso nell’attività politica, di governo o di opposizione. Il sindacato esiste in quanto contratta, anche quando ha a che fare con controparti che gli sono ostili. Noi non vogliamo cambiare maggioranza di Governo, vogliamo far modificare le proposte di questa maggioranza che non ci piacciono e che toccano gli interessi dei nostri associati, alcuni dei quali hanno anche votato per quei partiti ma che oggi sono con noi contro le modifiche alle norme sui licenziamenti». |
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