|
Politici e autorità ad accogliere il ministro. Più di cento tra poliziotti e carabinieri (questi ultimi provenienti dalle caserme di Milano e Laives, in provincia di Bolzano) ad accogliere gli studenti, in una blindatissima piazza Repubblica. Due scenari: i ragazzi, guidati dalle bandiere dei Giovani comunisti e della sinistra giovanile, partono dalla stazione Nord. In piazza Repubblica, invece, sindacalisti di Cgil-Cisl-Uil distribuiscono volantini ed espongono striscioni contro la riforma del governo Berlusconi. Intorno al teatro, una barriera (una cosa mai vista a Varese) di uomini delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, dietro alle transenne, con tutti i responsabili dell’ordine pubblico della città a gestire le operazioni sul campo.
Il corteo degli studenti, circa un migliaio, attraversa lentamente via Morosini. Apre la fiumana di persone un gruppo di poliziotti, uno dei quali armato di lancia-lacrimogeni, poi un cordone di agenti con gli scudi, che scorta i ragazzi fino a piazza XX settembre. Una camionetta della polizia di stato impedisce il passaggio verso piazza Repubblica. Il corteo avanza, tra canti, slogan contro il ministro, cartelli duri di protesta e urla di scherno. Arriva in piazza Monte Grappa, dove alcuni ragazzi pronunciano un improvvisato comizio sul tetto del furgone Volkswagen che regge gli altoparlanti. A quel punto la manifestazione si scioglie, e i ragazzi, in ordine sparso, si dirigono verso la piazza Repubblica. Passano da via Volta, seguiti a vista da decine di agenti, alcuni si immettono in via Carrobbio ma rimangono intrappolati da un blocco e tornano indietro. Gli agenti sono calmi e gestiscono la situazione senza affanno, ma la loro presenza così numerosa intimorisce.
In piazza, il presidio del sindacato viene pacificamente invaso dai ragazzi della manifestazione, si sventolano bandiere, mentre i poliziotti e i carabinieri si dispongono in fila, davanti alle transenne, di fronte ai manifestanti, all’altezza dell’entrata del centro commerciale. Tutto fila liscio fino a quando, intorno alle 11, un gruppo di ragazzi si raduna sui gradini della piazza, alla sinistra del concentramento, e comincia a scandire slogan che inneggiano al fascismo, salutando con il braccio teso. Vola qualche uovo, e qualche bottiglia, due ragazzi si azzuffano. La polizia interviene dopo qualche minuto, vengono isolati e allontanati i provocatori, alcuni con le teste rasate. Dopo un consulto, i ragazzi decidono di circondare il teatro dove il ministro Moratti sta assistendo all’inaugurazione dell’anno accademico. Si annuncia un girotondo pacifico tutto intorno alle transenne; i capi della protesta chiamano a raccolta gli altri ragazzi, che si staccano piano piano del presidio principale e cominciano a disporsi lungo il perimetro della cosiddetta zona rossa, così come l’hanno ribattezzata gli studenti, nella quale è impossibile anche solo pensare di entrare.
Un gruppo tenta di passare dagli scalini del monumento ai caduti per immettersi in via degli alpini, ma le forze dell’ordine li bloccano, allora i giovani allargano il tragitto, scendono in strada, di fronte alla ex caserma Garibaldi e si incamminano verso il teatro, ma all’altezza del sottopassaggio che porta al parcheggio interrato vengono ancora stoppati da una colonna di poliziotti e carabinieri con caschi e scudi. I ragazzi diventano qualche centinaio, urlano, protestano, si siedono sulla strada. «Non potete bloccarci è un nostro diritto protestare» urlano al megafono, «non mi fanno camminare su una strada della mia città» urlano altri, mentre lo studente con il megafono invoca le telecamere e la stampa. Alla fine il ministro Moratti passa con le auto blu da via Ravasi, dribblando il presidio di contestatori. Gli studenti rimangono lì, guardati a vista e ingabbiati da caschi, scudi e manganelli, mentre urlano «chi non salta è la Moratti», fanno su e giù dalle ringhiere e reclamano il diritto di protestare. Bloccano il traffico per qualche minuto, poi il presidio si scioglie, senza incidenti.
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.