D’azzardo si guarisce: parola dei Giocatori Anonimi di Busto Arsizio

Il Gruppo ha festeggiato un anno di attività e ha fatto conoscere l'attività dell'associazione che aiuta a sconfiggere quella che può essere considerata una vera e propria malattia

Ventiquattro ore dopo ventiquattro ore, giornata dopo giornata:  per smettere di giocare non si possono fare programmi lunghi. Per sconfiggere questa malattia non puoi essere da solo, devi essere aiutato. 
Lo sanno bene i giocatori di azzardo, di cavalli, delle macchinette e di tutto quanto impegna denaro e tensione, che alla rovina si arriva facilmente mentre recuperarsi è un’impresa da titani e da soli non si riesce. Lo sanno bene quelli che hanno scelto di curarsi con il mutuo aiuto ricorrendo ai Giocatori Anonimi, una realtà ancora così poco diffusa in Italia ma che può vantare di avere in provincia un Gruppo, quello di Busto Arsizio, che ieri sera, giovedì 14 marzo,  ha festeggiato un anno di vita. 
Per farlo il gruppo ha scelto di aprire ad ospiti e familiari la riunione consueta del giovedì e presentare una realtà da valorizzare, da far conoscere perché di giocatori soli e disperati, di famiglie alla deriva ce ne sono tantissime.

Andrea, Gigi, Vittorio, Renata e tanti altri sono gli uomini e le donne che hanno raccontato la loro esperienza. Di come ci sono caduti, a volte inspiegabilmente, di come hanno riconosciuto la loro malattia e hanno cominciato a frequentare il gruppo, delle ricadute che pure ci sono state e dell’aiuto prezioso per il loro recupero che ha svolto il gruppo dei Giocatori Anonimi. Senza dimenticare anche il supporto del Sert dell’Asl di Varese. 
Tre settimane, due mesi, un anno "che non gioco più" sono tutti traguardi da incoraggiare e i Giocatori Anonimi nelle loro riunione lo sottolineano con un applauso. Non ci sono esperti o teraupeuti nelle sedute settimanali, si aiutano fra di loro e il metodo è vincente perché nessuno si mette nella veste di quello che giudica. 
Questo metodo nella maggior parte dei casi ha funzionato. Ha funzionato a Busto Arsizio, dove il gruppo si riunisce da un anno nelle sale della parrocchia di Sant’Anna e dove da un mese è attivo il Gruppo dei Familiari.

«Una presenza fondamentale per dare delle risposte a chi chiede aiuto e si rivolge a noi» così ha definito il Gruppo la dottoressa Capitanucci, del Sert dell’Asl di Varese, una delle ospiti della serata. «Avere una risorsa nella provincia è una grossa possibilità per chi vive questo problema, che è diffusissimo;  la nostra realtà ci conferma che i giocatori sono tanti e "tosti", spesso quelle che riceviamo sono delle telefonate di familiari disperati che non riescono a convincere i loro congiunti a rivolgersi ai servizi». Quindi se a volte i servizi possono risultare estranei e incutere il timore di essere messi alla berlina, il Gruppo di mutuo aiuto può rivelarsi la soluzione vincente. 
La provincia di Varese ha la fortuna di avere sul suo territorio questa opportunità da sfruttare, per questo allo spegnimento della prima candelina il gruppo di Giocatori Anonimi ha voluto festeggiare aprendo al pubblico e raccontandosi ad esso. Con l’invito a tutti i giocatori ancora soli a rivolgersi all’associazione, nella suo gruppo milanese (338.1271215) o a quella di Busto Arsizio (333.7465303).


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Pubblicato il 15 Marzo 2002
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