Lega e An contro Forza Italia

Levata di scudi per l'ingresso di Masci in Forza Italia. An e Lega: non ci avevano avvisato. Ma è vera crisi?

«Chi? Hanno detto cosa?». Ha provocato un putiferio ma non sapeva di averlo fatto. Cade dalle nuvole Marco Masci, fino a ieri semisconosciuto consigliere di una lista civica, e oggi pietra dello scandalo nella politica cittadina. Il suo passaggio in Forza Italia, annunciato due giorni fa, ha fatto molto arrabbiare la Lega Nord e Alleanza nazionale, partners della coalizione di centrodestra del partito del sindaco Mucci. E’ partita la richiesta di una verifica di maggioranza, così come le accuse a Masci di essere un riciclato, forse perché si è dichiarato orgogliosamente craxiano, anche se nessuno ricorda quale ruolo ebbe nella prima repubblica, mentre tutti ricordano che alcuni autorevoli esponenti della maggioranza, naturalmente in maniera del tutto legittima, provengono da un personale politico dell’ex pentapartito. Allora perché tutto questo accanimento? «Perché è una questione di stile, non è possibile sapere dalla stampa una modificazione della maggioranza» pensa Roberto Borgo, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale. Ma attenzione, la crisi non è una cosa seria: «No, niente crisi, è una cosa che rientra subito». Il sindaco Mucci é in bilico? Pare proprio di no. Mucci questa mattina si trova in regione Lombardia ed è tranquillissimo. Il massimo dell’arrabbiatura la si può trovare nelle parole invece di Fabio Castano, che parla a nome della segreteria di An. «E’ uno stato di malessere perché la cosa poteva essere gestita diversamente. Non ci piace chi passa da uno schieramento all’altro, bisogna prendere atto che c’è un sistema bipolare».
Giusto Masci? «Non so cosa dire, io ho chiarito una scelta che è solo politica. Sono stupito, credo che il problema se lo siano creato tra di loro». La Lega Nord aveva però aveva sparato duro con un comunicato provinciale. Ma ultimamente il partito di Bossi sta dando segni di escandescenza e, a poche ore dalle dichiarazioni del senatur sui clandestini, poteva avere un senso rimarcare una indipendenza di pensiero all’interno della casa delle libertà. D’altronde è ormai una settimana che dal consiglio regionale arrivano comunicati al vetriolo verso situazioni di governo e amministrazione in cui Forza Italia conta (e a volte An) e la Lega no. Ma davvero, per Marco Masci, qualcuno può mettere in discussione l’accordo di ferro siglato nel 2001 da Nino Caianiello, Giovanna Bianchi e Luca Ferrazzi? Ci vorrebbe uno sconvolgimento nazionale.  O le elezioni del 26 maggio.

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Pubblicato il 20 Marzo 2002
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