Si chiude con qualche malumore il caso Masci

Ancora un'accesa discussione. An offesa, Buffoni fa il guastatore

Due scorie politiche rimangono alla fine del caso Masci. Il consigliere della lista Buffoni, passato armi e bagagli in Forza Italia, ha fatto discutere molto il consiglio comunale di ieri sera, tanto da essere messo ad inizio seduta e trattato come il piatto forte della serata. Per prima cosa, Forza Italia ha voluto chiudere la vicenda dicendo che il caso non esiste. La lega nord, assente il capogruppo Borgo, se ne è lavata le mani: caso chiuso, non ci interessa. Alleanza Nazionale è invece arrabbiata per una questione di bon ton politico («abbiamo appreso la cosa dalla stampa» aveva detto Fabio Castano). Lo stesso Castano è uscito dall’aula stizzito durante la replica del capogruppo di Forza Italia e oggi appare scontento: «Occorre davvero un chiarimento delle segreterie provinciali». Molto grasso ma poco arrosto, insomma, roba che probabilmente verrà fagocitata in fretta. 
La seconda, è invece il colpo di coda dei traditi, la Lista Andrea Buffoni. Nata per fare incetta di voti, fidando sulla popolarità dell’ex sindaco, e per scambiare poi questo patrimonio in cambio di un ingresso quantomeno nella maggioranza, la lista Buffoni si è arenata sullo scontro personale Caianiello-Buffoni, e sulla vittoria al primo turno di Mucci. Entrambi ex socialisti craxiani (autonomisti si diceva un tempo), i due si detestano, tanto che a Caianiello non è parso vero accogliere a braccia aperte negli azzurri Masci, sfasciando il progetto "prima repubblica" della Lista Buffoni, scompaginando gli ex del polo che avevano cercato rifugio nella lista civica, e centrando tutti gli obiettivi di potere finora cercati.
Buffoni ha voluto seminare un po’ di zizzania facendo riferimento ancora alla questione dell’appartenenza di Masci a una cooperativa che ha appalti con il comune (ora si è dimesso). Prima delle sue dimissioni, sostiene Buffoni, la cooperativa ha ottenuto un appalto per la gestione del centro socio educativo, Masci non l’avrebbe detto al suo ex capogruppo, e questa sarebbe stata una scorrettezza: nessuna incompatibilità, ma solo una questione di opportunità. Buffoni ha insomma cercato di mettere un po’ di pepe in questa discussione, contando forse sul fatto che solo le cooperative e l’appartenenza di alcuni consiglieri comunali a queste, é l’unico argomento che ha fatto finora vacillare la maggioranza. Da parte sua Masci ha già detto quanto aveva da dire. In consiglio non ha aggiunto altro.

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Pubblicato il 22 Marzo 2002
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