Aumentano le rapine. Fermi i reati di mafia
L’analisi del questore Torre sulla criminalità in provincia in occasione della Festa della Polizia
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Un sensibile aumento delle rapine, uno stato di quiescenza del crimine organizzato: due elementi per tracciare l’identikit dell’illegalità a Varese. L’analisi emerge dalle parole del questore Cosimo Torre che questa mattina, come è tradizione, in occasione della Festa della Polizia ha tirato le somme di un anno di lotta al crimine. Torre ha usato toni chiaroscuri per descrivere le caratteristiche del fenomeno nel Varesotto: siamo in una fase nella quale alcuni elementi tradizionali e conosciuti appaiono in regresso mentre emergono tipologie di illegalità fino a pochi anni fa non preoccupanti. <I fatti di sangue – ha detto il numero uno della polizia a Varese – non sono in aumento e nessuno di essi è riconducibile a fenomeni di criminalità organizzata. Aumenta invece in numero considerevole il numero di reati commessi da immigrati provenienti da paesi extracomunitari>. Prostituzione e traffico di stupefacenti sono le voci attraverso la quali le nuove figure del crimine tentano la scalata a posti di potere. Grosso modo costante è il numero dei furti denunciati, mentre sono passate da 280 a 310 circa le rapine ai danni di banche, uffici postali e supermercati: si tratta dei cosiddetti colpi commessi dalla “banda del taglierino”, il più delle volte commessi da banditi in trasferta dall’hinterland milanese o addirittura dall’Italia del Sud. Tra le operazioni di polizia giudiziaria che hanno contraddistinto l’attività della polizia di Varese negli ultimi 12 mesi Torre ha ricordato l’indagine antiterrorismo portata a termine dalla Digos a Gallarate, grazie alla quale sono state arrestati i componenti di un gruppo che appoggiava bande di mujaheddin dell’Afghanistan e della Cecenia: un’inchiesta che ha trovato risonanza persino sui mass media internazionali. Mentre sembrano rimanere entro cifre contenute le denunce per usura ed estorsione, preoccupa la crescita dei reati per abusi sessuali contro i minori. Reati, ha ricordato il questore, che spesso vengono commessi all’interno dell’ambiente familiare o comunque da parte di persone di cui i bambini e i genitori si fidano ciecamente. |
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