Firmato l’accordo tra Sea e sindacati
Nessun licenziamento collettivo, la nascita di Sea handling con ampie garanzie per l'occupazione
E’ stato firmato questa notte alle 3 e 30 l’accordo tra sindacati e Sea che prevede la creazione di una nuova società per l’assistenza a bagagli e passeggeri e la cancellazione dei 500 esuberi annunciati mesi fa. Il testo del patto siglato tra l’azienda aeroportuale e le organizzazione dei lavoratori sancisce la nascita di Sea handling, società di cui Sea manterrà il 51% per almeno 5 anni. Verranno cercati sul mercato uno o più partners privati. Sea e i nuovi azionisti si impegneranno a ripianare la perdite per tutti i 5 anni, accettando le condizioni che i sindacati avevano posto per dare via libera alla nascita di una società che per vari motivi dovrà gestire un pacchetto di perdite programmate da smaltire nei prossimi anni.
Per quanto riguarda il socio privato le voci circolate in questo giorni indicano come probabile la costituzione di una società tra la Fraport, azienda che gestisce l’handling dell’aeroporto di Francoforte e la Bertola, ditta lombarda di logistica. Questi nomi verranno però ufficializzati entro 10 giorni, il tempo che viene infatti prescritto per la presentazione alle controparti dei nuovi partners.
Se il tabellino di marcia sarà rispettato il primo di giugno partirà Sea handling, destinata ad impiegare 4567 dipendenti e gestire l’assistenza ai viaggiatori dal check-in all’aeromobile. Un’altra particolarità dell’accordo è la scelta di "societarizzazione", ovvero la nascita di una società apposita in luogo dello scorporo, che permetterà, in virtù delle norme europee, di competere sul mercato, cercando commesse anche in altri aeroporti. Piano industriale, organigramma e struttura verranno chiarite prime dell’avvio del primo giugno. Tra le altre richieste ottenute dal sindacato anche l’impegno a non terziarizzare in futuro i servizi di Sea handling, garantendo così il livello occupazione.
Con il ritiro dei 500 esuberi previsti dopo l’11 settembre, il settore aeroportuale lombardo riprende fiducia: l’unica misura chiesta per sanare la situazione è stata l’esodo incentivato dei dipendenti che hanno maturato i termini per andare in pensione, o che li matureranno nei prossimi due anni. «Non abbiamo perso posti di lavoro e abbiamo evitato licenziamenti collettivi – commenta Ezio Colombo di Filt Cgil – in più abbiamo consentito la creazione di una società che potrà competere sul mercato»
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