La vaccinazione antipolio non sarà più obbligatoria

Entro qualche anno, l'OMS dichiarerà il nostro pianeta "polio-free". Come nel caso del vaiolo, non sarà più, quindi, necessaria la vaccinazione. Nell'attesa, la dottoressa Sambo dell'Asl spiega perché non si devono temere questi trattamenti

Entro un paio di anni le vaccinazioni non saranno più obbligatorie. L’organizzazione Mondiale della Sanità sta valutando la situazione del pianeta per verificare se siamo diventati "polio free". Sta dunque per essere archiviato lo stato d’emergenza che nel secondo dopoguerra fece scattare l’allarme per l’elevato numero di casi: «L’obbligo del vaccino fu dettato dalla duplice considerazione di fermare il dilagare della malattia e di vincere la diffidenza popolare di alcune zone d’Italia.» La dottoressa Franca Sambo, dirigente medico dell’Asl di Varese, fa il punto della situazione «Oggi le cose sono cambiate, l’emergenza non esiste più . Ed è per questo che casi come quello del piccolo rimasto invalido fanno scalpore. Un tempo, la crisi faceva sì che un "danno" su un milione/due milioni di vaccini fosse tollerabile. Oggi è un problema ogni possibile effetto collaterale. Per questo la ricerca sta affinando i vaccini, rendendoli sempre più puliti, azzerando le possibilità di effetti collaterali. » Come nel caso proprio del vaccino antipolito: sino a tre anni fa si iniettava un ceppo vivo, mentre oggi si è optato per il ceppo inattivato che non dà conseguenze. «La valutazione del rapporto rischi/benefici è sempre alla base di ogni scelta. Nei prossimi anni, comunque, si arriverà a togliere l’obbligatorietà, anche se noi continueremo a caldeggiare queste vaccinazioni, tipo l’antitetanica che è l’unica prevenzione possibile o l’antidifterica. Ma il discorso poi si allarga a tutte le vaccinazioni, anche quelle oggi facoltative, per noi medici, sempre indispensabili.»
Il rischio, comunque, è reale : «Il Ministero ha riconosciuto la possibilità dell’esistenza del nesso. Ma è difficile avere certezze in questo campo. E la riprova è l’indennizzo deciso, una cifra simbolica, proprio per l’impossibilità di accertare con assoluta certezza la catena degli avvenimenti.»
Una cosa è certa: le vaccinazioni, obbligatorie e facoltative, non vanno prese sottogamba dai genitori: «Noi dell’Asl, insieme all’invito a presentarsi, inviamo un prospetto che illustra benefici e rischi legati alla singola vaccinazione. I genitori devono prestare attenzione al foglio, e poi consultarsi con il pediatra sulle condizioni del proprio piccolo. Da parte nostra, chiediamo di leggere la cartella ospedaliera del piccolo consegnata al momento delle dimissioni e il suo libretto sanitario per avere la fotografia della situazione.»


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Pubblicato il 30 Aprile 2002
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