Rifiuti: il modello da imitare è nel sud della provincia
La gestione dei rifiuti mette in luce forti discrepanze all'interno del territorio
Se tutti i comuni si comportassero come Cassano Magnago probabilmente il problema rifiuti avrebbe una soluzione già pronta. Un’affermazione questa che semplifica molto l’intera questione, ma che mette il dito in una piaga. Il sud della provincia, oltre ad avere i gravissimi problemi ambientali causati dalle discariche e dall’inceneritore di Borsano, è il territorio che maggiormente ricicla.
L’incontro promosso da Varesenews, Legambienete e i comitati sui rifiuti ha avuto un successo straordinario, sicuramente superiore ad ogni più rosea aspettativa. La cosa non solo per partecipazione numerica, ma anche per qualità del dibattito.
L’incontro aveva lo scopo di riaprire il dibattito su un tema che è stato scottante per tutta la passata legislatura della Provincia. Unico neo è quello che occorrerà riprogrammare un altro confronto tra i candidati perché in questa occasione i politici presenti erano davvero pochi e soprattutto mancavano i candidati (per il centrodestra proprio non si conosce il nome, mentre Stefano Tosi, per il centrosinistra, è passato solo per pochi minuti).
Michele Giavini, consulente dell’osservatorio provinciale rifiuti, ha esaminato i dati relativi alla gestione del 2000. «Il criterio con cui si costruiscono gli indici ora è molto più scientifico e tiene in conto una serie di parametri anche sul riuso del materiale riciclato». Giavini ha messo poi in evidenza l’importanza di una corretta informazione perché è anche da questa che scaturiscono comportamenti più consapevoli. «Se aumenta il riciclaggio, ma in percentuale la produzione dei rifiuti continua a crescere in modo superiore, il problema non si risolve». Il lavoro fatto dall’osservatorio è comunque importante anche sul versante del rapporto con le amministrazioni comunali. Un’esigenza per altro che nasce anche dai comuni.
Fulvio Fagiani ha poi presentato i risultati della ricerca. «Risultati davvero interessanti, a partire dal numero delle risposte che superano il 30%». Fagiani ha spiegato come questo lavoro voglia avere interlocutori politici attenti non alle questioni di schieramenti, ma a contenuti precisi e problemi ben definiti.
Molti gli interventi e tutti attenti a diversi approcci alla questione. Interessante la posizione dell’ex assessore al bilancio di Varese. Lazzari ha messo in evidenza come sia determinante l’informazione. «Tempo indietro nellos contro tra Maroni e Ferrario si raggiunse l’apoteosi della confusione. Il cittadino ha bisogno di sapere con chiarezza quale politica si adotta e perché deve pagare».
Argomento questo altrettanto delicato perché allo stato attuale la tassa sui rifiuti ha come parametro la superficie abitata, ma in prospettiva, con la nuova legge, si pagherà l’effettivo consumo.
Alcuni cittadini delle zone limitrofe alle discariche di Mozzate e Gorla hanno messo in evidenza l’annoso problema del rapporto tra il nord e il sud della provincia lamentando un peso totalmente sbilanciato nella risoluzione del problema. Da notare poi che quegli stessi comuni sono quelli che maggiormente riciclano avendo avviato la raccolta degli umidi. Minazzi di Legambiente ha invece centrato il suo intervento più su un piano filosofico e squisitamente ambientale. Riciclare infatti non vuol dire solo produrre meno rifiuti, ma anche rivitalizzare un ciclo virtuoso della natura e al tempo stesso non dover pensare ai rifiuti solo come a un problema.
Il dibattito prosegue e certamente avrà bisogno di ulteriori tappe soprattutto con i soggetti politici che dovranno poi gestire la questione per i prossimi anni.
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