«Caro sindaco, ma lei dov’era?»
Un consigliere comunale di minoranza critica l'operato del primo cittadino
| LETTERA APERTA AL SINDACO DI MACCAGNO
Grazie sig. Sindaco Grazie per aver abbandonato i cittadini di Maccagno in una situazione di grave disagio. Grazie per non essere stato presente agli incresciosi fatti del 7 maggio, quando la cittadinanza si è imbufalita per il carente servizio fornito dalla Società di Navigazione del Lago Maggiore che ha lasciato a terra lavoratori e studenti in attesa di recarsi alle naturali occupazioni. Grazie di non essere intervenuto pubblicamente a chiarire i fatti, le situazioni e gli interventi che si prospettavano a breve termine, lasciando i cittadini in balia di se stessi e delle proprie paure. Grazie per non aver partecipato alla riunione convocata in Prefettura a Varese il 7 maggio dove finalmente si è deciso l’attivazione di un servizio di battelli più efficiente. Grazie per non aver partecipato alla riunione In Comunità Montana dove si è discusso della situazione della frana e quindi dei tempi d’intervento. Grazie per non aver partecipato alla riunione tenuta all’Ospedale di Luino dove si è discusso di quali provvedimenti adottare per aumentare la sorveglianza medica in questo periodo di crisi. Grazie di tutto! L’immagine, forse romantica, che si ha del primo cittadino di un comune è di una persona che si trovi sempre ed in ogni occasione in prima linea e proprio perché eletto dai cittadini sia al loro servizio e al loro fianco. Alla luce degli ultimi avvenimenti si è scoperto, invece, che esistono nel Sindaco di Maccagno spinte emotive che sono superiori al bene della comunità. Spinte così potenti da non esitare a trascurare la guida dell’amministrazione in uno dei momenti più difficili della vita del Comune, lasciando l’amministrazione sola ad affrontare una situazione, difficile e in continua evoluzione. Ancora grazie sig. Sindaco. Redaelli Piero |
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