Giardino scomparso. Legambiente denuncia ancora le irregolarità

Legambiente sul giardino storico di via Einaudi: «Non esiste non esiste nessuna perizia ufficiale sulle essenze abbattute»

Riceviamo e pubblichiamo
La nostra Associazione ritorna sulla distruzione del giardino storico collocato nell’angolo tra le vie Mazzini e Einaudi dopo aver ricevuto conferma ufficiale che non è stata eseguita l’obbligatoria perizia agronomica da parte del progettista. Torniamo indietro: in seguito a segnalazioni di cittadini risalenti all’estate del 2000, la nostra associazione intervenne per esaminare il progetto edilizio e le piante che dovevano essere eliminate per far spazio all’ennesima costruzione edilizia. Alle numerose proteste derivanti dalla distruzione del giardino storico in questione, seguirono le rassicurazioni da parte del progettista, arch. Locati. Sulla Prealpina del 30/6/2000 comparvero le seguenti dichiarazioni da parte del Locati: "Agiamo nel pieno rispetto del regolamento del verde…" aggiungendo: "…considerazioni che scaturiscono da una precisa perizia di un agronomo, sottoposta all’attenzione degli uffici comunali". 
Legambiente, dopo aver ricevuto la lettera dell’ufficio urbanistica del Comune di Busto Arsizio risalente al 21/11/2000 firmata dall’arch. Ciapparella e la recente conferma del 18/4/2002 firmata dal Difensore civico, avv. Fabrizi, è in grado di smentire le affermazioni del progettista Antonio Locati: non esiste nessuna perizia ufficiale sulle essenze abbattute nonostante il Regolamento sulla tutela del verde prescrivi tale relazione da parte dei tecnici progettisti. Dato questo stato delle cose, l’Associazione del Cigno verde si chiede: – perché, nonostante le irregolarità di procedimento, l’ufficio urbanistica del Comune ha concesso l’esecuzione dell’imponente costruzione edilizia ancora in atto? – perché l’ufficio urbanistica non ha fatto intervenire l’ufficio del verde per una perizia sulle essenze presenti ora distrutte senza una documentazione ufficiale e con il beneplacito di tutte le parti? – in quante altre occasioni sono state permesse concessioni edilizie con tale leggerezza nei confronti dei regolamenti comunali?

Nonostante la presenza di centinaia di case fatiscenti nel centro storico e di immense aree dimesse che il Comune non incentiva nella loro ristrutturazione, il progressivo assottigliamento degli spazi a verde con concessioni edilizie facili è un grosso problema che la prossima Giunta, responsabilmente, dovrà affrontare. Senza una programmata, vigile e seria politica sul verde e sull’espansione edilizia, la nostra città rischia di affogare sempre più nella morsa dell’inquinamento.

Legambiente Busto Arsizio

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Pubblicato il 08 Maggio 2002
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