Si rompe la cesoia, operaio ferito da una scheggia al volto: nel processo a Varese la difesa invoca l’“evento imprevedibile”
L'infortunio avvenuto in un'azienda di lavorazioni metalliche. L’accusa chiama in causa la posizione di garanzia del legale rappresentante della ditta
Le lame della potente cesoia per tagliare i metalli si rompono perché montate al contrario, la scheggia che vola fra le fessure dell’impianto e un operaio che rimane colpito al volto e all’addome.
Si è tenuta lunedì, nell’aula del Tribunale di Varese, l’udienza davanti al giudice Luciano Luccarelli nel procedimento per lesioni personali gravi. Il pubblico ministero Arianna Cremona contesta la responsabilità al legale rappresentante di una ditta meccanica, imputato in qualità di datore di lavoro.
I fatti risalgono al 2 ottobre 2023, all’interno di un’azienda del settore metalmeccanico nell’hinterland di Varese. Secondo la ricostruzione accusatoria, durante un intervento su un macchinario – una cesoia dotata di lame per il taglio del metallo – un operaio sarebbe rimasto gravemente ferito al volto e alla parete addominale da una scheggia metallica sprigionatasi al momento dell’attivazione dell’impianto.
Al centro del procedimento vi è la fase di manutenzione della cesoia. Stando alla relazione tecnica redatta da Ats, le lame sarebbero state montate al contrario. Proprio questo errato posizionamento avrebbe determinato, all’avvio del macchinario, il distacco e la proiezione della scheggia che ha colpito il lavoratore.
L’accusa chiama in causa la posizione di garanzia del legale rappresentante della ditta.
Di diverso avviso la difesa. L’avvocato Gianluca Franchi ha sostenuto in aula che l’errato montaggio delle lame costituisca un “elemento imprevedibile”, tale da interrompere il nesso causale tra la condotta attribuita al datore di lavoro e l’evento lesivo.
Secondo il difensore, si tratterebbe di una circostanza anomala e non prevedibile, idonea a far venir meno la responsabilità penale del legale rappresentante, in quanto estranea alla sua sfera di controllo diretto.
Al termine dell’udienza, il giudice ha disposto il rinvio al 13 luglio per le valutazioni del caso. In quella sede si entrerà nel merito delle risultanze tecniche e della sussistenza del nesso causale, snodo centrale del processo che dovrà chiarire se l’infortunio sia dipeso da una violazione delle norme antinfortunistiche o da un fattore eccezionale e imprevedibile.
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